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Pdl, ora si arriva ai coltelli

Da "La Nuova Voce" di mercoledì 1 luglio 2009
Bonino paventa un "repulisti"
Rignanese e Scavone a rischio

SETTIMO - Sta tutta nella reazione a caldo di Barbara Bonino, coordinatrice provinciale del Pdl, la fotografia del partito settimese, ancora alle prese con enormi lacerazioni interne, dopo l’ultima figuraccia - pacifica anche per i vertici del partito di Berlusconi - che ha permesso all’opposizione di centro sinistra di scippare al centro destra la vice presidenza del Consiglio comunale.
“E’ stata colpa di Corica - afferma la Bonino, che poi presegue come un fiume in piena - A un certo punto è impazzito. Avevamo raggiunto l’accordo e l’avevamo convinto a rientrare. D’un tratto ha borbottato qualcosa sulla famiglia e l’onorabilità. Per me onorabilità significa anche mantenere la parola data. Fino a quella fase la Furfaro è stata l’unica ad agire con buon senso. Sapendo che Corica era l’unico nome su cui avrebbe potuto convergere sia la Lega, sia i due consiglieri dell’ex Forza Italia, lo ha proposto. Corica è stato molto sleale.”
Poi il numero uno provinciale del Pdl fa anche il punto sul futuro, a partire dal ruolo di capogruppo, nuovamente conteso dalle due fazioni (Rignanese e Scavone contro Chiarle e Furfaro), che non si spostano di un millimetro dalla loro posizione. “Io non ho mai imposto nulla - afferma la Bonino -. Ho detto solo che trovavo ragionevole che il capogruppo lo faccia chi ha fatto il candidato sindaco. Ma non ho mai dato ordini. Questo l’ho detto a chi mi ha chiamato per sapere come la pensavo. A chi invece ha preferito polemizzare sui giornali e mandarmi dei messaggi in quel modo, dico invece di pensare prima di tutto al partito e non alla propria soddisfazione immediata. Il mio compito non è quello di mettere poltrone sotto ad ogni sedere. Il loro comportamento ha regalato a Cinzia Condello la carica di vicepresidente e alla coalizione di Ossola, cioé a due assessori che fino a ieri in Provincia fiancheggiavano il Pd, il ruolo di opposizione di centro sinistra ad una maggioranza di centro sinistra. Una situazione paradossale e grottesca che solo in queste contrade può capitare. Certo ora chi ha denigrato i vertici del partito e le loro scelte dovrà venire a darci spiegazioni a Torino, non si può pensare che una cosa del genere passi senza conseguenze. C’è la seria possibilità che chi non si riconosce nella linea del partito ne venga allontanato. Ogni tanto bisogna aprire la finestra e cambiare un po’ l’aria, altrimenti è difficile che il partito riesca ad attrarre persone nuove e credibili.”
Una dichiarazione che non lascia spazio a troppe interpretazioni e che sembra preludere a un “repulisti” da manuale. Tuttavia le cose non sono così scontate come potrebbero apparire. Perché ai piani alti del Pdl torinese e piemontese, oltre alla Bonino, ci sono anche i dirigenti di area Forza Italia, per nulla intenzionati - affermano fonti interne - a lasciar passare la linea secondo cui gli ex An a Settimo fanno il bello e il cattivo tempo. D’altro canto - ricordano alcuni appassionati di aritmetica elementare - i rapporti di forza tra i due ex partiti, all’interno del nuovo soggetto, sono pur sempre 70 a 30 in favore dei forzisti. Poi ci sono i numeri del Consiglio. Se non si vogliono coivolgere i “padrini torinesi” in una “guerra dei carciofi” settimese bisognerà accettare che la faccenda se la sbrighino, da soli, i consiglieri comunali. In questo caso, con un rapporto di due a due, passerebbe il più anziano. Cioé Scavone.
Insomma, la resa dei conti è appena cominciata e presto si vedrà sul campo l’artiglieria pesante. A meno che non ci siano dei folli di Forza Italia intenzionati a far macellare il gatto e la volpe (Scavone e Rignanese), nonostante le imminenti elezioni regionali e il notevole pacchetto di voti del duo azzurro. Ma con queste premesse tutto è possibile.

Pubblicato il 2/7/2009 alle 12.33 nella rubrica Settimo.

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