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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
11 maggio 2009
Il giornalismo del salumiere
Da "La Voce del Canavese" del 11 maggio 2009
Difficile prendere le difese politiche di un assessore che passa da una parte all’altra dello schieramento. Al massimo le si può applicare il minimo della pena mediatica, concesse le attenuanti specifiche che, in questo caso, consistono nell’aver avuto intorno un clima di forte ostilità. C’è anche però la strada della gogna. Quella percorsa dalla solita Sentinella appisola del solito direttore Dirce Levi. In un editoriale dal titolo eloquente, “Un curriculum altalenante”, il Dircettore conclude così: “Barberis ha sempre fatto delle pari opportunità la propria bandiera e, anche questa volta, ha deciso di fare quella che in politica certi uomini fanno: coprire tutto l’arco costituzionale secondo la convenienza. Auguri a chi la accoglie!”
Del resto, per sostenere questi giudici feroci, Dirce Levi ha argomenti a iosa. “Passata dall’Italia dei Valori, ai Ds, al Pd, fino alla Lista Barberis” scrive il foglio eporediese che, mentre dorme, evidentemente sogna pure. E la cosa è strana per un covo di “maestri di giornalismo”, come quello sotto le rosse torri, in cui la redattrice Rita Cola non di rado si diletta con comunicati sindacali (memorabile quello dal titolo: “il punto è il giornalismo che facciamo”) in cui richiama la categoria al rigore, alla verifica delle fonti e ad altri splendidi concetti deontologici. Il punto qui, più che il giornalismo, è che Laura Barberis non ha mai militato né nei Ds né nel Pd. Cioé mancano i presupposti, per lo meno “quantitativi”, dell’intera filippica del Dircettore. A cui, com’è lampante, è scappata un po’ la mano. Ha fatto “buon peso”. Per la serie: “Lascio o tolgo? Lascio!”. Come dal salumiere. Che sia nato, dopo quello “di inchiesta”, un nuovo genere di giornalismo?
2 marzo 2009
Quando gli aranceri fanno Ooh
Da "La Voce del Canavese" del 2 marzo 2009
IVREA - Quando uno fa l’oditore del Carnevale, una sorta di notaio che osserva se tutto si svolge bene, male e secondo la tradizione, e in contemporanea scrive un articolo di critica “d’ufficio” alla manifestazione medesima è già in conflitto d’interesse. Sarebbe come far fare gli articoli sul bilancio comunale al revisore dei conti nominato dall’Amministrazione. Per sgomberare il campo dai dubbi, stiamo parlando ancora di Dirce Levi, direttore de La Sentinella del Canavese. Al primo giornale di Ivrea gli scandali carnevaleschi son praticamente scivolati tutti addosso. Il foglio diretto da Levi non s’è posto il problema dell’opportunità della tassa di ingresso in città, pure in un periodo di crisi nera. Non ha avuto nulla da dire, né da approfondire, sulle spese esorbitanti - per quanto presunte - che le Mugnaie sosterrebbero da anni a questa parte (anzi, ha fucilato i poveri Gioana e Olivetti che lo denunciavano, costringendoli a replicare pagandosi un quarto di pagina di pubblicità). Non ha detto nulla su un bilancio cresciuto a dismisura e giunto a ordini di grandezza degni di una società municipalizzata “di successo” e nulla dirà, probabilmente, sull’ultimo scandalo dei Tuchini vincitori già annunciati in anticipo. Però su una cosa è stata tranchant. Il Dircettore l’ha detto chiaro e tondo, senza timori e con un’incrollabile vocazione alla denuncia: gli aranceri fanno troppo casino!
Fanno un tale baccano - sentite un po’ - da coprire il suono dei pifferi. Ora, nel pieno rispetto di questa piaga sociale che forse il Dircettore auspica si risolva con qualche arresto dei carabinieri per schiamazzi carnevaleschi, è lecito chiedersi cosa accidenti uno si aspetti dagli aranceri. Che stiano zitti? Che sventolino bandiere a ritmo di processione, inginocchiati davanti alla Violetta come di fronte all’altare della Vergine Maria?
Se a qualcuno fosse sfuggito, gli aranceri sono quelli che nelle tre giornate di battaglia si lanciano arance addosso. Sono geneticamente votati al casino. Il carnevale, poi, che appunto è famoso per la battaglia delle arance, è praticamente “roba loro”. La domanda è: c’è qualcuno a Ivrea, possibilmente non in età da casa di riposo, che oserebbe lamentarsi quando gli aranceri fanno ooh?
23 febbraio 2009
Le riflessioni che piacciono a Dirce
Da "La Voce del Canavese" del 23 febbraio 2009
IVREA - Puntata obbligata di questa rubrica. In discussione c’è il “caso De Stefano” e la Sentinella, giusto per non smentire la sua vocazione, si presenta all’appuntamento puntuale come sempre e come sempre border line. Per iniziare, sul numero di lunedì, il Dircettore si lancia in un encomio coraggiosissimo a consiglieri di centro destra passati e presenti per riservare le fucilate (certamente meritate) al navigatore incauto, Massimiliano De Stefano. Poi però si rende conto d’aver scritto delle cose ridicole, se non altro leggendo la pietosa difesa che gli “elogiati” istruiscono per l’indifendibile De Stefano. Gli aggettivi a buon mercato di Dirce Levi andrebbero impressi col fuoco, in modo da poterli ricordare all’occorrenza. Lunedì, per la Sentinella, Giglio Vigna e Gilardini sono “giovani intelligenti e volenterosi di imparare”, addirittura Carlo Romito è politico “d’esperienza e di rango”, mentre Coda, Petrachi e Cuomo sono (appena) “professionisti seri e preparati”. C’è di più: tutti insieme sono “i rappresentanti dell’Ivrea vera, quelli che conosciamo e dobbiamo cercare di conservare ogni volta che torniamo a votare”. Questo è l’appello elettorale fuori stagione di “Dirce Levi del lunedì”, scritto evidentemente senza nemmeno aver letto, giusto accanto al suo elogio, le sciocchezze che questi statisti, cioé gli elogiati, stavano blaterando sul “caso De Stefano”.
Infatti giovedì, avvedutasi dell’errore, Dirce Levi si autorettifica, non prima d’aver fatto reintervistare mezzo consiglio comunale. Scrive Levi a pagina 4: “Dopo le prime dichiarazioni di quanti hanno pensato più a difendere l’immagine del gruppo politico che affrontare un’analisi utile a tutti (...) - se n’è accorta anche lei! - questo ragionare civilmente arriva come una vera boccata di quell’aria buona che dal municipio eporediese temevamo fosse sparita” - Ma come, tre giorni prima non faceva un appello elettorale per i “rappresentanti dell’Ivrea vera”?
A questo punto sono interessanti due sottolineature. La prima, comica, va sotto il capitolo “la mano destra non sa quel che fa la sinistra”. La pagina 4 è interamente dedicata al “caso De Stefano” senza che nemmeno una volta compaia il nome del protagonista, sostituito dal generico “un consigliere del Pdl”.  Un vecchio vezzo del foglio appisolato, come in occasione dell’articolo sulle “nomine lottizzate” senza i nomi dei nominati. Però, giusto vicino, a pagina 5, la Sentinella ci informa del consiglio comunale e, tra una delibera e un’interpellanza, anche del “caso De Stefano”, questa volta - si saran sbagliati? - con nome e cognome. La seconda sottolineatura riguarda i trattamenti, più o meno generosi, che la Sentinella riserva a chi risponde come piace al giornale. Questa volta, la “marchetta premio” se l’è aggiudicata Tony Cuomo che - stando al giornale - avrebbe definito il gesto come un “fatto vergognoso”. Così il primo giornale eporediese ripaga la “risposta esatta”. Infatti la giornalista, nel presentare l’esponente dell’opposizione, scrive: “da anni seduto in consiglio dove sempre ha dimostrato serietà, pacatezza, discrezione e garbo”... Eeeeeh? Ma qualcuno l’ha mai sentito parlare in Consiglio? Questo, al limite, ha dimostrato silenzio. D’oro, per carità, ma pur sempre silenzio.
Chiusa la parentesi, nel suo commento intitolato “La parola e l’immagine” il Dircettore conclude: “Devono riflettere soprattutto quanti, come noi, della parola e delle immagini fanno strumento di mestiere e, perciò, sanno come siano strumenti da maneggiare con cura e umiltà. Sempre. Ma, in particolare, quando risultano del tutto svuotate di pensiero”. E sembra un po’ parlare a sé stessa - se non è così, meglio sarebbe se lo fosse -, mentre si trova intenta ad istituire una settimana di discussione, tre o quattro pagine, su una sciocchezza nata dal social network facebook. Riscopritrice del dibattito oggi, censore ieri, quando un po’ di commenti sarebbero stati opportuni. Quando fu picchiato il suo giornalista Farné, appunto. Solo che lo picchiò il marito dell’infaticabile intervistatrice. E poi chi le avrebbe fatte tutte quelle telefonate ai consiglieri?
9 febbraio 2009
Bentornate marchette
Da "La Voce del Canavese" del 9 febbraio 2009
IVREA - Può dirsi ufficialmente conclusa la crisi matrimoniale, breve e dai contenuti poco significativi, tra la Sentinella e l’Amministrazione comunale. Il bisettimanale sonnacchioso di Ivrea riprende ad essere la fedele stampella del Comune, il portacolori della coalizione, passata misteriosamente da cosa “inerte” ad “attivissima”. Soltanto in una settimana, cioé sui numeri di lunedì e giovedì, quelli del giornale olivettiano son riusciti a scrivere una sequela di sviolinate per eventi di straordinaria routine: poco meno di una pagina per parlare della “violenza sulle donne” (pagina 6 di lunedì) e dire che il Comune di Ivrea, udite udite, sarà capofila di una serie di progetti rivolti al gentil sesso. Ma il capolavoro sta sul numero di giovedì quando, a pagina 5, la Sentinella proclama “Il 2009 anno della svolta ecologica”. Ché uno minimo minimo si aspetterebbe pannelli solari sparsi un po’ ovunque, ad alimentare persino i campanelli delle abitazioni eporediesi. E invece no: si tratta semplicemente dell’ennesima campagna di sensibilizzazione del Comune, per il risparmio energetico. Cioé uno sportello a cui i cittadini (quelli già interessati al risparmio energetico, s’intende) possono rivolgersi per sentirsi dire che la televisione va spenta col “bottone” invece che col telecomando, che è meglio non tenere accese tutte le luci di casa, e che ci sono in commercio lampadine che consumano di meno. Esilarante, a tal proposito, il panegirico sugli “acquisti verdi”. Ma ciò che colpiscono sono le parole sul nulla proferite dall’assessore Dallan (Italia dei Valori) e riportate dalla giornalista.
Avvertenza: la lettura ad alta voce può provocare stordimento.
Dice Dallan in versione Heidi: “La Giunta assumerà dei provvedimenti che progressivamente dovranno far si che i residenti mutino le loro abitudini, per evitare di continuare a danneggiare il mondo che ci circonda.” Fantastico. Poi prosegue: “E’ intenzione del mio assessorato introdurre gradualmente delle buone pratiche di comportamento che favoriscano una diminuzione dei rifiuti. Ad esempio l’utilizzo di stoviglie biodegradabili per le manifestazioni proposte sul territorio (...) Attiveremo pure - qui è forte! - un tavolo di coordinamento per lo studio di tutte quelle attività che si orientano ad un uso consapevole delle risorse...”.
Poi qualcuno (l’assessore o la giornalista), alle prese con concetti troppo complicati, bisticcia perfino con la grammatica: “Gli aquisti verdi per le pubbliche amministrazioni - anacoluteggia il settimanale - è un campo che ha la possibilità di crescita grandissima. Basti pensare alle enormi quantità, - la punteggiatura è sempre della Sentinella - di carta che si usano - anacoluto parte seconda - negli uffici pubblici o alla enorme - per questi è tutto enorme - energia elettrica utilizzata, razionalizzabile con un semplice cambio di lampadine, passando a quelle a basso consumo. I vantaggi sono dunque innumerevoli”. Di sicuro gli aggettivi non sono a basso consumo, ma se non altro inquinano solo i cervelli di poveri lettori.
Si volta pagina e il copione non cambia. Anzi, per la verità non cambia nemmeno l’assessore “illuminato”. A pagina 7, giusto vicino ai morti, La Sentinella ci informa di un “concorso di idee per la Polveriera” che “dovrà diventare Polo per lo Sviluppo Sostenibile”. Il delirio assessorile sul nulla non si placa. Parte Dallan: “Il concorso di idee ha lo scopo di acquisire, tramite un confronto di soluzioni e proposte tecniche, un progetto innovativo capace di sfruttare ciò che già esiste nel parco, eventualmente potenziando qualcosa”. Sui contenuti no comment. Sul riavvicinamento tra il giornale appisolato e l’Amministrazione, invece, una spiegazione è d’obbligo. Il Comune di Ivrea, in realtà, continua a non occuparsi di nulla di importante. Senonché, per tutte le varie “cose non importanti” di cui si occupa ha deciso di convocare delle conferenze stampa. E la Sentinella, che senza veline aveva perso un po’ la ragione di esistere, ha finalmente tirato un bel sospiro. Il Comune passa veline sul nulla: la Sentinella, che lo fa proprio per sua vocazione, cerca di trasformare il nulla in “qualcosa”. E ringrazia pure.
Il Comune capisce l’antifona e spara una conferenza dopo l’altra: per la prossima settimana sono già in calendario “la presentazione del corso di scienze infermieristiche”, un “incontro pubblico sulle sponde della Dora” e una “conferenza stampa sul centro commerciale naturale”. Tre marchette garantite sulla Sentinella. Bentornate!
29 dicembre 2008
"Partecipi" per davvero...
Da "La Voce del Canavese" del 29 dicembre 2008
IVREA - Anche sotto l’albero la Sentinella si appisola che è un piacere. Basta leggere il commento di “critica per finta” firmato da Dirce Levi in persona (pagina 7 di mercoledì dal titolo “Partecipi e insoddisfatti”). Il direttore sostiene sostanzialmente che l’Amministrazione Della Pepa, da quando è in carica, non ha fatto nulla se non continuare le opere di Grijuela e patrocinare eventi di ordinaria amministrazione. Non che abbia torto, intendiamoci. E’ solo che forse il Dircettore s’è perso qualche passaggio, perché Della Pepa ha fatto molto peggio, solo che certe volte l’ha fatto “in concorso” con la Sentinella. Per esempio ha inventato una bufala su una presunta vittoria quando aveva invece perso la sede legale dell’Asl. Bufala che la Sentinella, unico tra tutti i giornali, ha spacciato per vittoria, felice di condividere la velina e non spiegare ai cittadini la banalissima realtà dei fatti.
Poi, sempre Della Pepa, s’è reso protagonista di una incredibile, plateale e censurabile lottizzazione di quasi tutti i posti di sottogoverno, affidati, per lo più, a candidati consiglieri “trombati”. C’erano, tra le nomine del Sindaco, i socialisti, quelli della Lista Barberis e persino uno di An. Nel consiglio di amministrazione di Ivrea Parcheggi, dulcis in fundo, il papà della consigliera comunale Silvia Rivetti, Giovanni, ex vigile. E la Sentinella? Zitta. Anzi, oltre a star zitta è riuscita ad informare dell’interrogazione di Salvatore Rao, proprio a proposito delle nomine, senza fare nemmeno un nome delle persone a cui si riferiva la discussione. E i nomi, guarda caso, erano proprio quello di Giovanni Rivetti e del socialista Mario Zanellato, divenuto presidente di Ivrea Parcheggi tra i silenzi mediatici del primo giornale di Ivrea, mentre Rao, come un don Chisciotte qualunque, chiedeva di poter vedere uno straccio di curriculum. Sempre nel silenzio tombale della Sentinella, il buon Sindaco ha provato perfino a raccomandare Giovanni Alessandro, esponenente del Pd ed ex vicesindaco eporediese, come revisore dei conti della Asl To-4. L’ha fatto chiedendo ai sindaci riuniti in conferenza e increduli di votare “l’inserimento del suo curriculum giunto fuori tempo massimo”. Sulla Sentinella manco un rigo di critica.
Ma all’abile Dircettore non va di fare di tutta un’erba un fascio, perciò, nell’articolo salva due assessori, cioé Avetta e Capirone. Il primo avrebbe il merito del distretto commerciale (che però è una sperimentazione regionale e semmai si deve più a Ricca, suo omologo a Palazzo Lascaris), il secondo sarebbe autore di un bilancio comunale da urlo (che però è uguale a quello dell’anno prima, salvo qualche lieve peggioramento nel calcolo delle entrate e un preoccupante aumento delle multe previste).
Insomma, che la Sentinella sia “partecipe” delle nefandenzze amministrative eporediesi non c’era nemmeno bisogno di dirlo. Eppoi bastava leggere l’articolo a fianco, in cui la giornalista carpisce l’indiscrezione di corridoio: Capirone, sempre lui, avrebbe affermato che il Movicentro “è una cattedrale del deserto”. Poi la rivelazione, subito verbalizzata dalla cronista: “è la Regione che l’ha voluto. Ora c’è e bisogna gestirlo”. Peccato che, ancora una volta, sia falso. La Regione non ha voluto un bel niente, semplicemente ha realizzato un bando, come ne fa molti, in cui assegnava dei fondi alle città che volevano riqualificare l’area della stazione. Ivrea, come Chivasso e altri Comuni, ha partecipato e “vinto” il contributo... Bastava controllare la veridicità dell’affermazione (si spera presunta) dell’assessore, invece che esserne “partecipe”!
1 dicembre 2008
La vana lezione di Masciari
Da "La Voce del Canavese" del 1 dicembre 2008
IVREA - Ci va del coraggio a fare come Pino Masciari, imprenditore calabrese che ha denunciato le collusioni con la ‘ndrangheta delle istituzioni e della politica...
Ci va anche del coraggio a fare come ha fatto Dirce Levi, direttore del giornale appisolato eporediese. S’è seduta in sala consiliare, accanto alla fida collaboratrice Giuliana Airoldi, mentre il parlamentino conferiva la cittadinanza onoraria all’eroe calabrese, e ha preso appunti diligentemente. Ha annotato i discorsi di Pino, un “uomo qualunque divenuto speciale”, e poi s’è messa a pensare le parole più belle per descrivere e raccontare ai lettori quell’evento. Ancora una volta con lo stesso spirito di sempre, quello che rende tutte le cose, tutte le cronache e le parole, “un fatto culturale”. Qualche cosa da spiegare alle giovani generazioni, quelle decine e decine di ragazzi che lunedì se ne stavano in piedi, colme di ammirazione, a sentire l’italiano stentato di un uomo onesto, che ha fatto il suo dovere. Cioé ha fatto i “nomi” dei mafiosi e dei collusi, di tutti coloro che inquinano la società. Ha avuto il coraggio, Pino Masciari, di denunciare, di appartenere a quella strettissima “minoranza” calabrese che vorrebbe cambiare le cose, anche a costo di rischiare la vita.
Dirce Levi, direttore della Sentinella, ha pensato poi a propinarci una lezione gradevolissima. Di stile, di morale, di giornalismo “culturale”. La stessa Dirce Levi che ha sposato ed esteso a buona parte della redazione la regola del “mai fare i nomi”. Una regola così granitica che è riuscita a far omettere perfino le generalità di un giornalista della medesima testata picchiato, e quelle del suo aggressore. E tutto per un banale conflitto d’interessi, degno più di “Casa Vianello” che d’una redazione: l’aggressore è il marito di un’altra giornalista della Sentinella. Più precisamente di Giuliana Airoldi, un’altra di quelle giornaliste abituata a non fare i nomi, che infatti qualche settimana fa, parlando delle nomine eporediesi nelle società partecipate riuscì ad omettere che, per esempio in Ivrea Parcheggi, figurano Gianni Rivetti (papà della consigliera comunale del Pd, Silvia) e Mario Zanellato, candidato con i socialisti alle ultime elezioni. Un articolo sulle “nomine”, senza i “nomi”!
Dirce Levi che celebra Pino Masciari è come la viltà che celebra il coraggio, come il lupo che fa la guardia al gregge, come il ripetente che insegna al primo della classe. La lezione di Pino Masciari è preziosa, non va dimenticata, possibilmente andrebbe imitata. Cominciando col lavare pubblicamente certi panni sporchi, col fare i nomi dei personaggi coinvolti negli scandali o quantomeno in vicende politiche inopportune. Chiamando con il loro nome gli “indagati” e gli “imputati” anziché definirli “interessati”, come in occasione delle indagini per falso su Della Pepa. Evitando di pubblicare come fossero verità le balle dei politici che si sanno essere balle, come quando impazzava il dibattito politico sulla sede Asl (“a Chivasso ci porteranno solo la posta” - scrissero sulla Sentinella). Smettendo di censurare le notizie che possano mettere in cattiva luce i “salottini”, come spesso accade sui processi ai colletti bianchi della Olivetti per la varie bancarotte, e come quanto avvenuto sulla notizia sul matrimonio “dello scandalo” nel Castello di Aglié, stigmatizzato perfino dal Presidente della Provincia di Torino e tenuto nascosto dalla Sentinella.
24 novembre 2008
Questione di stile...
Da "La Voce del Canavese" del 24 novembre 2008
IVREA - Normalmente, quando accadono fatti così spiacevoli, è d’obbligo dare la solidarietà al giornalista picchiato e anche al giornale per cui lavora. Qui siamo ben lontani dalla normalità, purtroppo. Del resto il giornale appisolato, questa volta, è riuscito ad appisolarsi su se stesso. Di sicuro non per evitare il protagonismo, bensì per nascondere verità scomode. Dell’aggressione a Franco Farné, sull’edizione di giovedì, ci informa, tra virgolette, il direttore de La Sentinella. Le virgolette sono necessarie perché il Dircettore in realtà non ci dice neppure il nome del giornalista picchiato, ché se uno, a legger la Sentinella, volesse fargli una telefonata di solidarietà, non saprebbe proprio che pesci pigliare. Passi che Dirce Levi ci racconti “un fatto” nella rubrica “l’opinione” sotto il titolo “Un episodio increscioso”. Non passa invece che venga meno all’abc del giornalismo, cioé dirci “chi” ha fatto cosa. Naturalmente non finisce qui.
Blatera il foglio appisolato: “La Sentinella richiede e controlla che collaboratori esterni e redattori, nello svolgere il loro compito, verifichino con il rigore le notizie e poi sviluppino con precisione, onestà intellettuale...”
A parte l’ossimoro “sviluppino con precisione” scritto in un articolo di cronaca in cui non c’è manco un nome e un cognome, balza tristemente all’occhio come il Dircettore si prenda la briga di “giustificare” il lavoro del povero giornalista. Come se a qualcuno potesse sorgere il dubbio che, in mancanza della diligenza e cura con cui la Sentinella asserisce di pubblicare articoli, il gesto dell’aggressione possa trovare giustificazione. In buona sostanza il direttore del giornale, in merito al suo collaboratore picchiato, ci dice che “oltretutto non se le era neppure meritate!”.

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10 novembre 2008
Guai a fare i nomi
Da "La Voce del Canavese" del 10 novembre 2008
IVREA - Da quando si è insediato Carlo Della Pepa la Sentinella appisolata ci tiene, a tutti i costi, a far finta di controllare il suo operato e quello del suo Esecutivo. L’ha fatto anche questa settimana, sul numero di giovedì a pagina 5 sotto il titolo “Sulla nuova giunta pesa l’inesperienza”.
Intervistati indistintamente tutti gli ex assessori di Grijuela trombati dal nuovo Sindaco e anche due ex consiglieri di minoranza (perché proprio quei due ce lo spiega la Sentinella in modo esilarante). Un modo come un altro per dare le pagelline del primo quadrimestre, vecchio vizio, evidentemente, dell’arguta giornalista, autrice degli articoli.

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20 ottobre 2008
Salvate il "salvaimprese"!
Da "La Voce del Canavese" del 13 ottobre 2008
Tralasciando la consueta marketta agli olivettiani buoni (pag. 21 della Sentinella di giovedì dal titolo “La fabbrica delle invenzioni”, sottotitolo “Un convegno rilancia la figura e l’esperienza di Camillo”), questa settimana il bisettimanale appisolato si supera e infila sulle sue colonne una marketta anche agli olivettiani cattivi. Quelli cioé che in Corte d’Appello a Torino sono stati giudicati per la bancarotta fraudolenta (lo stesso reato di Cragnotti, Tanzi, Geronzi & Co.) della Op Computer, costola della Olivetti fallita nel 1999. Uno di loro, l’ex Amministratore Delegato Corrado Ariaudo, è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, oltre alla sacrosanta pena accessoria dell’interdizione per dieci anni da attività imprenditoriali. Ebbene, ecco come la sentinella appisolata titola la notizia: “Giudici diversi, sentenze contraddittorie”.

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13 ottobre 2008
Ma che bel castello, marcondirondirondello
Da "La Voce del Canavese" del 13 ottobre 2008
Accade, talvolta, che l’appisolamento della Sentinella non sia colposo, ma doloso. O addirittura reazionario. Questa volta è ancora peggio: ad un appisolamento colposo (a cui del resto siamo abituati) ne è seguito uno doloso, diciamo, per coprire quello colposo che, tradotto per i non addetti ai lavori, consiste nel non esser riusciti a dare la notizia in anteprima... Come molti sapranno (evidentemente non gli eporediesi che purtroppo leggono la Sentinella), il piccolo paesino di Aglié, splendida cornice della serie tv “Elisa di Rivombrosa”, è stato teatro di uno degli scandali canavesani più eclatanti dell’ultimo decennio: il matrimonio del figlio della direttrice del castello, Federico Fea. L’ultimo sposalizio nella fastosa residenza risaliva, pensate, al 1921.

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6 ottobre 2008
Chi non salta olivettiano è
Da "La Voce del Canavese" del 6 ottobre 2008
IVREA - “I  giovani disertano il convegno sulla Olivetti”. Chiunque penserebbe: che c’è di strano? Nulla, ma se ne lagna la Sentinella a pagina 8 dell’edizione di questo giovedì. Scrive il foglio appisolato eporediese: “Di giovani presenti al convegno neanche l’ombra purtroppo...”
Ma “purtroppo” perchè? Chi se ne frega, anzi meno male che i giovani non vanno ai convegni di dinosauri incalliti che hanno sempre gli stessi volti di vescovi, parroci, generali della politica locale e manager mai abbastanza in pensione.

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8 settembre 2008
Bilancio? Mi sbilancio!
Da "La Voce del Canavese" dell'8 settembre 2008
IVREA - Inevitabile, dopo 100 giorni di mandato e altrettanti di marchette della Sentinella, riprendere questa rubrica di “osservatorio mediatico”. Specie dopo quelle allegre interviste regalate ad assessori così modesti e con le idee chiare. Ci pensa ancora il bisettimanale appisolato a lucidare con una spruzzata di attivismo la parentesi incredibilmente routinaria della Giunta eporediese più statica della Seconda Repubblica. Agli assessori il primo giornale cittadino, nell’edizione di lunedì scorso, più che far fare i bilanci regala 20 righe di autoadulazione.

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permalink | inviato da Michele Valentino il 8/9/2008 alle 3:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 luglio 2008
Profumo di cultura
Da "La Voce del Canavese" del 14 luglio 2008
IVREA - Anche quest’anno in città si respira profumo di cultura. Ad annusare meglio, anche stavolta, ci aiuta la Sentinella del Canavese che, nell’edizione di lunedì, fa il punto con un’intervista all’assessore Cimalando, al secolo il Prof, dal titolo “Così faremo cultura in Canavese”. In verità, Cimalando e l’autrice dell’intervista cominciano a far cultura sin da subito con frasi abbastanza criptiche, per capire le quali, è necessario un certo grado culturale. Si parte dalla terza riga: “Per lui (Cimalando, ndr), l’assessorato (cioé il suo, ndr) dovrà avere il ruolo di Ente facilitatore, in grado di favorire condivisione e partecipazione”... Ehhhh?

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7 luglio 2008
Balle sanitarie
Da "La Voce del Canavese" del 7 luglio 2008
Questa volta c’è da giurarci: non c’è stato alcun dolo, alcuna volontà di smarkettare l’amministrazione. E, forse, è proprio per la buona fede con cui la Sentinella ha trattato l’argomento che la velina sanitaria magistrale ha assunto proporzioni inaudite, smisurate. Del resto questo era l’intento di Della Pepa. Per evitare di cascarci, sarebbe stato necessaio un “emendamento” metodologico proibitivo per il primo giornale di Ivrea: informarsi invece che farsi dettare...
La notizia sulla bagarre sanitaria intorno alla sede legale della maxi-Asl sulla Sentinella è uscita tale e quale a come l’Amministrazione di Ivrea avrebbe voluto che uscisse. Un capolavoro della disinformazione...

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30 giugno 2008
Su il sipario! C’è l’avanspettacolo...
Da "La Voce del Canavese" del 30 giugno 2008
IVREA - Appisolamento da manuale anche questa settimana per il primo giornale di Ivrea. Si parte da pagina 11 dove in un pezzo, mezzo articolo e mezzo commento, la Sentinella fa il punto sul “clima” del Consiglio comunale. “Un opposizione costruttiva - scrive l’estensore dell’articolo -. E’ quello che intende fare la minoranza consiliare, formata da Popolo delle Libertà, Con Pio Coda per cambiare, Lega Nord e Sinistra Arcobaleno.”
E fin qui, quasi tutto normale, a parte che non si tratta di minoranza ma di “minoranze”: sarebbero tre, tutte diverse. Poi il giudizio dell’articolista: “E finora (sottintesto la minoranza, ndr) non si è smentita”... Sarà. Ma poi si smentisce l’articolista dieci righe più in giù. Così scrive: “Voce fuori dal coro, e completamente isolata, quella di Salvatore Rao (Sinistra Arcobaleno) ... che non sembra intenzionato a collaborare con il nuovo esecutivo”.
A parte che sarebbe stato meglio aggiungere un “per fortuna”, ma, valutazioni politiche a parte, la minoranza non aveva, a detta dell’articolista “fatto opposizione costruttiva senza smentirsi”?.
Il pezzo conclude con una pietra miliale dell’antigiornalismo: “I suoi interventi (sempre di Rao, ndr) ... hanno ricevuto risposte chiare e documentate.” Ovviamente non c’è scritto quali risposte, quindi non c’è modo di sapere se fossero “chiare e documentate”.
Poi l’attenzione della “nostra” giornalista si sposta sulla questione del teatro Giacosa, oggetto di grandi discussioni culturali e mediatiche. E ora oggetto anche di un’interpellanza (solo nella forma, nella sostanza era una mozione, ma nessuno lo ha sottolineato) di quel “rompiscatole” di Salvatore Rao.
Naturalmente, la Sentinella, non ci pensa nemmeno a partire dalla domanda dell’opposizione, preferisce farlo dalla risposta della maggioranza. Leggiamola: “Per l’assegnazione dell’appalto per la gestione del Teatro Giacosa - scrive la Sentinella - non c’è stata alcuna turbativa d’asta ma tutto è avvenuto nella massima trasparenza e nell’assoluto rispetto della legalità. L’ha detto, con chiarezza e fermezza in consiglio comunale (...) l’assessore alla cultura Gianni Cimalando...”. E meno male che la Sentinella ha precisato il modo in cui Cimalando ha parlato, altrimenti i lettori avrebbero potuto pensare che avesse risposto “con nebulosità e titubanza”.
Tornando a bomba sul pezzo, finalmente arriva la domanda del consigliere d’opposizione a cui, stando alla Sentinella, “Cimalando ha dato chiarimenti con documenti e dati precisi alla mano”. Segue (questa volta purtroppo) la risposta di Cimalando. Eccola: “L’articolo sulla Sentinella, nel proporre la notizia, usava il condizionale”. Accidenti che argomenti! Proprio documenti e dati precisi! Dopodiché l’assessore, stando alla Sentinella, spiega che ha chiesto agli uffici se il bando era regolare. Gli uffici hanno risposto di sì.
Del resto con quei “dati precisi”: “Hanno usato il condizionale? Ah sì, allora va tutto bene!”. Va detto, per amor di verità, che Cimalando una spiegazione vera e sostanziale l’ha data ma forse non era così lusinghiera per la Sentinella, tanto che nonl’ha scritta. Il vicesindaco ha detto due cose fondamentali per smontare l’interpellanza di Rao. Uno: che, com’era ovvio già alla vigilia, il nome del direttore artistico non è un elemento sostanziale del bando di assegnazione di un teatro. Due: che se un gestore si presenta per sei anni di fila ed è l’unica offerta e lo è anche quest’anno non ci va un genio per intuire che “probabilmente vincerà”.
Ma il cappello, il “coup de theatre” sul Giacosa, ce lo mette l’autorevole direttore, Dirce Levi. Lo fa in un articolo, davvero ben scritto a esser sinceri, in cui presenta alla città il nuovo direttore artistico Paolo Bosisio. Scrive il Dircettore: “Una semplice chiacchierata con lui è subito il piacere del confronto, dello scambio, del reciproco arricchimento.” Ora: magari sarà anche vero che Bosisio si è arricchito dopo la chiacchierata con Dirce Levi... Ma scriverselo da soli non è che sia tanto bello. Molto simile ad un “giornalismo d’avanspettacolo” degno, almeno, di qualche fischio...

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permalink | inviato da Michele Valentino il 30/6/2008 alle 4:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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