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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
26 giugno 2009
Una vicepoltrona per tre
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 24 giugno 2009
Il Popolo delle Libertà inizia
lo shopping di franchi tiratori

SETTIMO - Ad oggi lo scenario non è per nulla inedito e pare che la questione, tanto per cambiare, sarà essere risolta da Aldo Corgiat. Sul piatto la vicepresidenza del Consiglio comunale, spettante alla minoranza. Intorno una raffica di nomi, un intreccio di alleanze che fa rima con il solito “shopping” di franchi tiratori ancora tutto da definire. Innanzitutto c’è Rignanese, del Pdl, l’ultimo vicepresidente del consiglio, seriamente intenzionato a riprendersi la carica. Le incognite per il consigliere provengono, paradossalmente, più dal suo partito che da fuori, visto la difficoltà evidente di convincere Patrizia Furfaro e Giorgio Chiarle a votarlo. Ben premesso che Rignanese, oltre alla carica di vicepresidente del Consiglio per sé, rivedica pure quella di capogruppo del Pdl per Scavone.
Poi c’è Giuseppe Corica, appena passato armi e bagagli nel gruppo misto e che, come insegna la storia consiliare, ha sempre avuto il “vezzo” di proporsi alla vicepresidenza. Anche per lui, l’arduo compito di moltiplicare, per sei o per sette, il suo misero voto. Infine c’è la coalizione di Ossola che, almeno sulla carta, avrebbe tutti i numeri necessari per impossessarsi della poltrona.
Infine la maggioranza, un oceano di incertezza. Diciannove voti che, da qualunque punto di vista la si voglia vedere, faranno la differenza. Ed è qui che potrebbe entrare in gioco il Sindaco. Del resto soltanto la settimana scorsa ha confessato di fare il tifo per il centro destra, considerandolo l’opposizione naturale. Si va, dunque, verso quello scenario, un po’ “berlusconiano”, in cui la maggioranza stabilisce a quale delle minoranze assegnare le cariche. Il motto è la “libertà di coscienza” dei consiglieri, l’effetto è che i soliti Rignanese e Scavone cercheranno di trascinare la “libertà di coscienza” dalla loro parte. Se servono tre voti, ci saranno tre misteriosi tiratori franchi in maggioranza, se ne servono quattro ce ne saranno quattro e via così. Stessi piani ce li avrebbe Giuseppe Corica che, contemporaneamente, starebbe pure trattando con la coalizione di Ossola, tutta o in parte, a cui non dispiacerebbe fare un brutto scherzo alla maggioranza, in occasione della prima votazione.
Proporranno Condello e voteranno Corica - dicono gli strateghi della politica settimese, avendo ben presente i precedenti storici di “votazione con finta”, dalla commissione elettorale alle nomine nella fondazione culturale e nel collegio dei revisori dei conti.
Poi ci sono i numeri sparsi, come quello della leghista Cristina Falvo che un po’ tutti credono di avere già in tasca senza nemmeno averle fatto uno straccio di telefonata, come se al posto suo in Consiglio comunale ci fosse il segretario del Carroccio Cernusco (che per non saper né leggere né scrivere, avrebbe già detto “sì” per conto terzi a chiunque gli abbia chiesto il voto).
Corteggiatissimi anche i due voti della Lcs del dottor Silvestri, schede che, nella ragionevolezza politica, dovrebbero stare compatti nella coalizione di Ossola ma che nel segreto dell’urna - secondo i più - potrebbero finire ovunque.
Calcoli alla mano, di certo c’è che il vicepresidente del Consiglio comunale, questa volta, si elegge con non meno di sei o sette voti. Ovvio, perciò, che se la maggioranza vuole determinare l’esito della votazione, l’inciucio questa volta dovrà essere plateale.
Nessun dubbio sulla votazione del Presidente del parlamentino. Come annunciato sarà Silverio Benedetto, il più votato di tutti.
POLITICA
27 novembre 2008
"Ora voglio guardarli in faccia, i pidocchi"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 26 novembre 2008
Il socialista Balbo vende cara la pelle:
vuole il voto palese per la sua sfiducia

SETTIMO - La mozione formalmente è “di richiamo”, ma nella sostanza è “di sfiducia”. Il gruppo di Forza Italia, tuttavia, non poteva chiamarla col suo nome perché una mozione di sfiducia richiede le firme di almeno dieci consiglieri. E gli azzurri non le avrebbero mai ottenute. Comunque lo si chiami, l’atto politico del centro destra nel prossimo consiglio metterà la testa del presidente del Consiglio Balbo, socialista sin dalla culla, in una ghigliottina.
Era già successo in passato, quando i socialisti stavano ancora in maggioranza. Ora le compagini politiche sono cambiate e Balbo è un intruso sgradito alla stessa maggioranza che lo salvò l’ultima volta. Il Partito Democratico glielo ha fatto capire già nel consiglio scorso, richiamandolo per aver messo in discussione un’interrogazione di Rabacchi. Che la mozione di Forza Italia sia un favore a Corgiat e al Pd è un fatto lampante.
A dire il vero, nella riunione preparatoria al consiglio di mercoledì, gli uomini di Corgiat hanno parlato della questione. Secondo voci vicine al Palazzo avrebbero concordato di astenersi tutti dalla votazione. Che equivale a regalare al Pdl la maggioranza dei voti. Anche se l’opposizione di sinistra, peralto in odore di alleanza elettorale con i socialisti, dovesse votare contro la mozione e lanciare così una scialuppa al presidente del Consiglio, Rignanese e Scavone (principali ideatori della mozione) potrebbero contare sui alcuni franchi tiratori. Lo hanno già dimostrato l’altra volta: furono in tre ad impallinare Balbo nel segreto dell’urna.
Il commento del socialista, all’esito della votazione, fu una sentenza inequivocabile contro i “traditori”. “Anche nella criniera di un purosangue - disse il presidente -possono nascondersi dei pidocchi!”. Per questa ragione e ricordando quelle parole, ora Balbo di una cosa è certo: farà di tutto per impedire la votazione segreta e imporre invece che le mani dei consiglieri si alzino in modo palese.
“Stavolta - ha commentato, imboccata la via del patibolo politico, dopo la conferenza dei capigruppo di lunedì - voglio vederli in faccia, uno ad uno.”. Sottinteso, “i pidocchi”.
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