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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
18 giugno 2009
Uno "sfregio" al Carroccio
Da "La Voce del Canavese" del 15 giugno 2009
La vendetta di Nevio passa per Ivano: 5
punti travasati dalle europee alle provinciali

LEINÌ - A un certo punto era sembrato a tutti che quello coi baffi, Nevio, avesse prenotato seriamente un posto a Strasburgo tra le file del Carroccio. C’era l’accordo con i vertici della Lega Nord, le dichiarazioni ufficiali e perfino la proposta di “ronde” da parte di Ivano Coral, quello senza baffi, sbandierate su molti giornali locali. Poi la disdetta: “La mia azienda ha bisogno di me...”. Balle. Signorili, forse. Ma sempre balle.
C’era che al partito di Bossi, in realtà, serviva un fesso a cui far tirare il Carroccio per i vari Borghezio e “compagnia rondante”. Ma Nevio Coral se n’è accorto subito, presentandosi timido timido, col vestito nuovo, a chiedere qualche preferenza presso i circoli padani. “Gli ordini sono di votare Tizio, Caio e Sempronio” gli rispondevano, scatenandogli nelle cervella uno spiacevole déjavu delle elezioni politiche del 2001, ai tempi dei collegi uninominali. Quando i “suoi” del centro destra lo fregarono a Volpiano, votando Mario Carletto, democristiano di ferro e uomo dei potenti leinicesi Cataldo Prinicipe e Silvio Lega, e addirittura a Chivasso, votando il diessino Mauro Chianale, che così atterrò in Parlamento.
Oggi come ieri la rabbia, stavolta prima della batosta annunciata, quegli occhi iniettati di sangue che in molti conoscono. “Ma che cazzo significa?” deve aver detto ai suoi collaboratori, in Comune, in famiglia, in azienda. Quindi le solite fantasie nostalgiche, ancora nei sogni di mezza famiglia, che fanno rima con quel brand, “Nuove Energie”, in tutto e per tutto simile a un partito capace di dar fastidio a quelli tradizionali. “C’è già la canzoncina” dicono a labbra strette gli uomini del suo entourage. Ma ormai i tempi erano agli sgoccioli. Eppure l’occasione, una volta tanto, è arrivata lo stesso. Tutto merito della pantomima borgarese di Giuseppe Vallone, ex sindaco e senatore della Margherita, ricandidato come primo cittadino a Borgaro, che aveva ufficializzato la sua candidatura alle provinciali nel collegio col Pdl (con tanto di Caterina Ferrero in conferenza stampa) salvo poi ritrattare in un amen per via dell’aut aut dell’Udc. “Ci sono io” ha pensato Ivano Coral. Oppure - le due ipotesi stanno molto appassionando Dan Brawn - “Ci sei tu!” ha suggerito Nevio al figlioletto. Ed ecco il piano B: Ivano, sindaco di Leinì e successore del padre, candidato in provincia per il Pdl in uno dei collegi storicamente più difficili per il centro destra. Dato che, eccetto Leinì, tutti gli altri Comuni (Borgaro, Volpiano e fino a ieri Brandizzo) erano saldamente in mano al centro sinistra. Così è partita l’autentica macchina da guerra della famiglia Coral, che la campagna elettorale ce l’ha nel sangue, come una malattia genetica e incurabile. La caccia al voto è stata quasi una barzelletta con il collegio uninominale. Altra cosa è stata superare per ben due volte la “quota diecimila” per Caterina Ferrero, moglie di Claudio (figlio di Nevio e fratello di Ivano), con il sistema delle preferenze alle Regionali. E via col porta a porta, cellulari attivi, quasi un call center improvvisato in tutte le roccaforti dei Coral. E poi il volatinaggio al mercato, le corse in Mercedes da Borgaro a Volpiano e fino a Brandizzo. Per non parlare della bizzarra Leinì, la città dove il Primo maggio è la festa degli imprenditori, col parroco che “arringa” migliaia di fedeli riuniti in piazza.
E negli stessi frangenti, proprio al mercato di piazza Primo Maggio, s’è registrata una scena comica. Gazebo del Pdl presidiato da Ivano Coral a distribuire i santini di sé stesso e giusto vicino il gazebo della Lega Nord a sfoggiare un cartello imbarazzante per chiunque abbia un’idea della politica: i leghisti si dissociavano da una lettera in cui Ivano Coral si attribuiva il sostegno di tutta la maggioranza, scordandosi che dentro la maggioranza c’è un certo Alberto Guglielmini, leghista della prima ora. Subito sotto Ivano Coral rispondeva scusandosi dell’imperdonabile errore. Roba da cabaret. Decisamente seria invece l’affermazione elettorale: col 31 e rotti per cento Ivano Coral è il sesto eletto del Pdl in Provincia in un collegio sempre giunto agli utlimi posti. Torando ai cartelli leghisti, che nient’altro dicevano se non che “la Lega vota la Lega”, l’unica considerazione viene dai numeri osservabili sotto la torre dei Provana. A Leinì, alle Europee Lega al 14,45%, Pdl al 35,8. Alle Provinciali Lega al 9,91 e Pdl al 40,07. Per Palazzo Cisterna cinque punti percentuali spariti dal Carroccio e ricomparsi, guarda un po’ le combinazioni, nel Pdl. A qualcuno dei vertici padani gli si ammoscerà...
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