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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
1 luglio 2009
Ciao ciao Pdl
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 1 luglio 2009
Il centro destra regala la vicepresidenza
del Consiglio a Cinzia Condello

SETTIMO - Ad un certo punto qualcuno ha pensato che fosse una scheggia impazzita. Di sicuro Cristina Falvo, classe di ferro 1982, oggi è lontana anni luce dal cliché della candidata “di cartone”, messa lì da un partito per cui conta il voto d’opinione. In una mossa, alfiere in C8, ha dato scacco a tutto il gruppo del Pdl, a Corgiat, al Pd e pure ai vertici provinciali del Popolo delle Libertà, che pensavano, sbagliando come al solito, che per dirimere la questione sul vicepresidente del Consiglio bastassero quattro telefonate nell’ultimo pomeriggio prima della votazione. Così, il Pdl nel primo Consiglio comunale della legisulatura è riuscito a dare il peggio di se. Peggio del “peggior peggio” mostrato in campagna elettorale e già ampiamente analizzato. La cronaca parlerebbe da sé e per leggerla come si deve è sufficiente una premessa: Corgiat e la maggioranza avevano dichiarato che alla vicepresidenza avrebbero votato volentieri un esponente del centro destra, l’opposizione naturale, purché fosse pervenuta una proposta unitaria. Insomma, per strappare la carica all’opposizione di centro sinistra (cioé Ossola e compagni) quelli del centro destra non avrebbero dovuto fare null’altro che mettersi d’accordo tra loro. Invece le liti interne, da una parte gli ex An Chiarle e Furfaro, dall’altra gli ex azzurri Rignanese e Scavone, si sono intensificate. I bene informati raccontano addirittura di una lettera di Rignanese e Scavone, indirizzata al segretario regionale Enzo Ghigo, in cui i due rivendicavano rispettivamente sia la vice presidenza del Consiglio che il ruolo di capogruppo. Per contro, nel gruppo di An, si preparavano colpi a sorpresa per far fuori il gatto e la volpe sia da una carica che dall’altra. Anche a costo - e così in effetti sono andate le cose - di supplicare il “ribelle” Giuseppe Corica a rientrare nei ranghi, di regalargli la vice presidenza del Consiglio pur di ottenere il voto per la Furfaro capogruppo.  Senza contare che nel corso dei giorni precedenti tutti s’erano impegnati a mercanteggiare con Gianluigi Cernusco, il segretario della Lega Nord, il voto della consigliera Cristina Falvo, inizialmente intenzionata ad astenersi, data la divisione delle fazioni del Pdl.
Per sintetizzare, in Consiglio ciascuno s’è presentato con un piano diverso in testa, convinto di spuntarla. Rignanese e Scavone si sarebbero accontentati del “fifty fifty”: facendo un passo indietro sulla vicepresidenza del Consiglio, avrebbero portato a casa per lo meno il capogruppo. La Furfaro invece s’è presentata in Consiglio (forse) senza particolari strategie ma con un telefonino decisamente indemoniato. Al momento delle proposte, quasi quasi, sembrava che i “Furfaro Boys” l’avessero spuntata. E dopo che Giovanni Ossola aveva candidato, secondo copione, la sua ex collega in Giunta Provinciale Cinzia Condello (dei Comunisti Italiani), Furfaro ha gelato la platea e anche il povero Scavone. “Propongo Corica, per la sua esperienza ventennale” ha detto Furfaro, costringendo all’intervento l’azzurro che, con la solita faccia di quando in Consiglio la prende nel frac (vedi commissione elettorale nel 2007) s’è limitato a dire che “nel centro destra non c’era accordo sul nome di Corica”. Consiglio sospeso e trattative nei corridoi, in modo sfacciato e sotto lo sguardo incredulo di una platea di centinaia di persone. “Cominciamo bene” - mormorava qualcuno dal pubblico, roteando le pupille. Nelle stanzette dei gruppi capannelli di persone che avrebbero preteso di siglare accordi senza manco rivolgersi la parola. Scavone e Rignaese intenti ad evitare uno scenario che li avrebbe visti estromessi da tutto. La Furfaro disponibile a trattare. Ad un certo punto s’è messo in mezzo pure Massimo Pace, segretario settimese del Pd e consigliere regionale. “Allora vado a dire di là che proponete Furfaro?” ha chiesto, con la sua voce roca che sempre accompagna le lezioni di alta politica. L’affare, una volta ripresa la seduta, sembrava fatto. Corica aveva appena confermato la sua adesione al Gruppo Misto anziché al Pdl, Scavone aveva quindi proposto la Furfaro. La maggioranza l’avrebbe votata, felice come un Lapertosa dopo lo spoglio delle urne.
Ma a nessuno di questi, proprio a nessuno, è venuto in mente d’aver fatto i conti senza il Carroccio. Glielo ha fatto notare, appunto, una ragazza di 27 anni, alzandosi in piedi e iniziando un’intervento che ha spiazzato i “professionisti dell’inciucio”. “Propongo Corica - ha affermato, dopo una carezza al microfono, - per la sua esperienza, privilegiando così l’efficienza dei lavori consiliari.”
Automatica, a questo punto, la retromarcia della maggioranza. “Avremmo votato il candidato del centro destra - ha detto Tiziana Tiziano, capogruppo del Pd - ma non è arrivata una proposta unitaria.”. Risultato: Cinzia Condello alla vicepresidenza del Consiglio, coi voti della maggioranza, costretta ad ingoiare il boccone. Facce da funerale nel Pdl, nuova fase di resa dei conti, pessima figura con la città. E la Falvo? Ora s’è scatenata la caccia ad un regista occulto dell’operazione. Quasi escluso che si tratti di Cernusco, c’è chi pensa a Corica, chi addirittua ad Ossola e chi punterebbe persino su Corgiat. Poi invece c’è la versione più suggestiva ma non impossibile: e se fosse tutta farina del suo sacco?

LEGGI L'INTERVISTA A CRISTINA FALVO
POLITICA
22 aprile 2009
Bonino: "Per noi è Furfaro"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 22 aprile 2009
Pdl, il candidato è quasi ufficiale
e si avvicina l'alleanza con la Lega

SETTIMO - A nemmeno una settimana dal caotico ritratto del centro destra torinese son già spuntati altri due nomi, rigorosamente torinesi e rigorosamente sconosciuti a Settimo, come papabili candidati sindaci del Pdl. Il primo è quello di tal dottor Pedrale. “Uno che ha fatto il medico a Settimo e poi si è trasferito a Torino” - mormora qualcuno del Pdl.
“Mi hanno detto che si chiama Massimo - afferma Silverio Benedetto - ma in trentacinque anni di carriera come medico non l’ho mai sentito nominare. Mi informerò all’albo”. Gli fa eco Antonio Silvestri, con qualche anno di carriera in meno di Benedetto ma con una Pedrale in lista in più: “Ce l’ho io la Pedrale in lista. Questo Pedrale non l’ho mai sentito.”
Barbara Bonino, numero uno provinciale del Pdl, stronca tutto in venticinque secondi: “L’ho sentito dire ma non so chi sia. Nè ci sono arrivate proposte ufficiali che rispondono a questo nome. Per quanto ci riguarda il candidato è Patrizia Furfaro ma la trattativa è ancora aperta.”
E in quella “trattativa aperta” i più informati già vedono una mezza polemica nei confronti del duo Ferrero-Gambarino, cioé di coloro che maggiormente si sono occupati della “questione settimese” fino, appunto, alla nomina del nuovo coordinatore provinciale del Pdl. I giochi, numeri alla mano, dovrebbero esser chiusi: a Nichelino l’ex forzista Parisi, costruttore, a Settimo uno proveniente da An, quindi la Furfaro. Eppure in Forza Italia molti si stanno affannando alla ricerca di un “salvatore della patria”, convinti che per il bene della coalizione si possa pure lasciare Alleanza a bocca asciutta nella spartizione delle candidature illustri alle amministrative. Ma allora: se per la Bonino è Furfaro, perché non ufficializzano?
Il pensiero più ovvio riguarda un presunto veto di Caterina Ferrero, vice di Bonino che, da statuto del Pdl, questo potere ce l’avrebbe.
E questo è il primo problema. Contro Furfaro, malgrado l’ottimismo della Bonino (“al momento dell’uffcializzazione tutti si compatteranno intorno al candidato”) si starebbe già sollevando una sommossa trasversale. I consiglieri comunali uscenti Corica, Rignanese, Scavone e Tonni avrebbero già risposto “presente” per fare baccano, pronti per lo più ad armare l’ormai celeberrima “pattuglia del disgiunto”, incaricata di votare Ossola sindaco e dare la preferenza a qualcuno del Popolo delle Libertà. E nemmeno si escludono iniziative politiche ancor più plateali, viste le promesse in tal senso che starebbero già facendo in giro per mezza città e la pessima figura che farebbero non mantenedole...
Tornando alle alternative ventilate, si vocifera che il dottor Pedrale fosse una proposta del duo Tonni-Mastrullo. Ma non si tratterebbe dell’unica ipotesi circolata. Un’altra, infatti, proveniva direttamente dagli ambienti accademici e portava il nome, per nulla settimese ma molto altisonante, della professoressa Daniela Santus dell’università di Torino, divenuta famosa per la polemica contro gli studenti filo-palestinesi che tentavano di boicottare la fiera del libro di Torino “troppo israeliana”.
“E’ una cara amica, che ha condiviso con noi tante battaglie sul mondo universitario e sulla politica internazionale - afferma Barbara Bonino -, oltre che amica di Gianfranco Fini. Ma non ha mai espresso l’intenzione di candidarsi, né qualcuno ha fatto il suo nome. Credo che fosse più una conoscenza di qualcuno della lista dei medici. Ma loro, come abbiamo visto, veleggiano tra Alleanza Nazionale e i Comunisti Italiani. Vanno contro natura, insomma. Son venuti alle cene a dirci che erano anticomunisti e poi... Credo che dal punto di vista programmatico non sia indifferente. Hanno tanta confusione politica in testa.”

Il caso Lega
Accomunata, a sua insaputa, nel ridicolo di un contesto politico schizofrenico c’è anche la Lega Nord. Dopo i proclami di Cernusco e i manifesti elettorali già affissi in mezza città (con la povera Cristina Falvo, candidata sindaco a intermittenza), alla fine il Carroccio pare proiettato a correre in coalizione con il Pdl già al primo turno. A condurre la trattativa sarebbero sempre Barbara Bonino e Stefano Allasia, numero uno provinciale della Lega. Oltre agli accordi già raggiunti in altri comuni che vanno al voto, a tenere sotto scacco il Carroccio settimese sarebbero le velleità del partito di Bossi in ordine alle prossime elezioni regionali dove, a meno di grandi stravolgimenti nella politica nazionale, dovrebbe essere in pole posizion il leghista Roberto Cota come presidente. Oltretutto in una tornata regionale che il centro destra considera già vinta in partenza (e il centro sinistra già persa).
Ovvio che “Palazzo Lascaris val bene una Falvo” pensano i generali del Carroccio, già intenzionati a rivedere le decisioni assunte ai livelli settimesi e comunicate alla stampa da Gianluigi Cernusco, forse in modo un po’ frettoloso. Anche qui, tuttavia, le decisioni prese dai vertici non sarebbero indolori. Secondo fonti interne alla Lega, almeno sette o otto candidati consiglieri sarebbero pronti ad abbandonare la lista in caso il partito decida di appoggiare il Pdl al primo turno.
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