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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
24 giugno 2009
Se questi sono Moderati...
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 24 giugno 2009
Resa dei conti: Puccio sfida Curello
SETTIMO - La resa dei conti è iniziata anche in casa dei Moderati. Martedì sera erano una quindicina nella sede di via Roma, “casa Curello”. Tra i big era assente solo l’ex assessore Trapani, causa ospiti inattesi a casa - dicono i bene informati. Avrebbe dovuto essere una normale serata di analisi del voto, premesso che l’analisi, per un gruppo partito con tante speranze e uscito dalla urne senza manco un consigliere,  tanto rosea non avrebbe potuto essere...
Così gli ex socialisti si sono dimenticati di esser diventati Moderati e si sono messi a fare i socialisti, litigando come ai bei tempi delle cordate in sezione. In mezzo ci si è messo pure Valente Greggio, capolista ed ex democristiano, che nella bagarre - dicono - avrebbe rivolto frasi irripetibili all’indirizzo di Tommaso Curello.
In realtà i guai, per i Moderati settimesi, erano iniziati prima ancora del voto. Innanzitutto per la difficoltà a riempire una lista risultata incompleta. Poi per decidere il capolista. Infine per un annuncio shoc di Tommaso Curello. Sul fronte “antagonista” del gruppo un agguerrito Franco Puccio, altro ex socialista e vecchio marpione della politica. Quand’è stato ora di decidere il capolista sono iniziati gli attriti. Da una parte il cavalier Curello che, senza timidezza alcuna, rivendicava il ruolo “perché sono uno che ha sempre preso i voti, perché forse è l’ultima volta che mi candido e vorrei chiudere in bellezza”. Le controdeduzioni di Puccio erano arrivate nella forma tipica delle barzellette di Pierino. “Ma sai che hai avuto una bella idea! - gli aveva risposto, con il suo accento inconfondibile - Pensa che io avevo avuto la stessa tua idea. Volevo fare il capolista perché sono uno che ha sempre preso i voti, perché forse è l’ultima volta che mi candido e vorrei chiudere in bellezza pure io...”. E come spesso avviene, tra i due litiganti ha goduto il terzo (per la verità su proposta di Puccio). Ed ecco spiegato il capolistato di Valente Greggio, motivato col fatto che si trattava del segretario del partito nonché candidato alle provinciali.

Fuga e retromarcia
L’ulteriore tegola è giunta poco prima del voto. Curello ha riunito Puccio e Trapani, comunicando loro di voler uscire dal partito dopo le elezioni. “Ma perché vuoi farlo?” gli avrebbero chiesto i due, senza tuttavia ricevere una spiegazione politica ragionevole, al di là di un retropensiero insistente: Curello forse credeva di essere eletto in Consiglio e, non volendo rispondere a nessun partito, avrebbe annunciato preventivamente il suo distacco. Una decisione, quella annunciata da Curello, ritrattata subito dopo il voto. Troppo tardi, probabilmente per evitare la resa dei conti...

Scontro finale
Con questi chiari di luna s’è arrivati a martedì scorso. Con Puccio pronto a presentare il conto, aiutandosi coi proberbi della saggezza popolare. “A me non importa tanto il vestito - avrebbe esordito, da come riferisce qualcuno dei presenti - ma le scarpe devono essere comode. Perciò se ho qualche sassolino me lo devo togliere...”
E poi via, ad elencare tutti i fatti della campagna elettorale. Compreso un ammonimento per la lista incompleta “ché quando Curello fa il candidato sindaco, gli aspiranti consiglieri li trova sempre...”. Sul sottofondo l’accusa implicita di non aver voluto inserire portatori di voti, tenendoli nascosti perché di voti ne portassero solo a lui.
Ma Curello non è stato certo inerme ed ha cominciato a ricordare di aver messo a disposizione la sede, senza far cacciare un euro a nessuno della lista. “Io qui non ci entro più” gli ha risposto Puccio, rifiutando seccamente l’equazione “padrone di casa, padrone del partito”. Ed è qui che s’è inserito anche Valente Greggio, lasciando Curello in nettissima minoranza.

Il futuro
Ovvio che a questo punto il futuro del sodalizio è incerto. Puccio ha già chiesto l’intervento di Giuliano Manolino, segretario regionale dei Moderati e presto chiederà a Corgiat una sede alternativa dove potersi riunire coi Moderati.
POLITICA
11 febbraio 2009
Le tentazioni di Cadoni
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 11 febbraio 2009
Altro ex repubblicano in crisi col Pd
Ha ricevuto tre offerte: deve scegliere

SETTIMO - Le previsioni meteo della politica settimese dicono che la prossima turbolenza porta il nome e il cognome di Salvatore Cadoni, ex repubblicano come Palena e già capogruppo in Consiglio della Margherita prima di cedere il testimone a Gianna Meiach dopo l’unificazione coi Ds nel Partito Democratico. In verità è da quest’estate che si parla di lui in “chiave mercato”. Da quando, cioé, l’ex vicesindaco settimese Paolo Bigone, democristiano doc, andò nel suo ufficio per chiedergli di incontrare Caterina Ferrero, leader provinciale di Forza Italia (partito a cui Bigone ha aderito dopo una lunga militanza margheritina). Anche per Cadoni - correvano i mesi di agosto e settembre - si prospettava l’ipotesi di fare il candidato sindaco del centro destra. Del resto il mal di pancia che il Partito Democratico gli aveva provocato era cosa risaputa. E non soltanto nel salotto pettegolo della città: Cadoni aveva espresso pubblicamente le sue perplessità nell’ultimo congresso del fu partito di Rutelli. “Auspico che la Margherita non sia fagocitata dalla Quercia” disse l’ex Repubblicano, facendo scattare in piedi Silverio Benedetto, ancora una volta nelle vesti di pompiere e mediatore, costretto a rassicurare il suo esercito di petali. L’ipotesi di interpretare il ruolo di anti-Corgiat cascò subito. Restò in piedi, invece, la telenovela di Cadoni come pezzo pregiato del mercato. Le avances, le avrebbe ricevute da ben tre liste. Ai socialisti di Ossola (quelli che vogliono rinnovare le liste) avrebbe detto subito di no. I Moderati addirittura avrebbero mandato tre emissari: nell’ordine l’ex socialista Curello, l’altro ex margheritino Valente Greggio e perfino Giandomenico Vallino, un personaggio politico “minore” ma che con Cadoni ha in comune il passato repubblicano. Poi è stata la volta della lista civica “Insieme per Settimo”. Pietro Lapertosa il reclutatore. Ed è qui che la “fede” di Cadoni ha cominciato seriamente a vacillare, tanto che l’ex capogruppo della Margherita s’è sentito in dovere di vuotare il sacco del suo malessere con i “senatori” settimesi del partito. Ha incontrato il suo mentore ed amico Benedetto e Giovanni Capriolo, ultimo segretario rutelliano, che hanno cercato in tutti i modi di convincerlo a restare. Ad oggi Cadoni non ha ancora sciolto le riserve, sebbene il suo “cuore” pare battere ancora per il Pd. In verità c’è chi sostiene che stia addirittura pensando di non candidarsi, anche per lasciare spazio alla figlia Roberta, bocciuolo della politica democratica, appena entrata nel coordinamento del Pd e già piazzatasi sotto l’ala protettrice dell’assessore Caterina Greco, in cerca di giovani reclute per la sua “corrente rosa”. E poi Cadoni, 70 anni suonati sul groppone, anzi 71 a fine mese, nel prossimo consiglio comunale sarebbe quasi un dinosauro. In politica da oltre vent’anni, Cadoni potrebbe pure decidere di dire basta e di sedersi a sfogliare l’album delle fotografie. Cominciando da quelle repubblicane, che lo ritraggono insieme a Carnevale, storica bandiera settimese del partito. E passando a quelle con l’amico pediatra Palena. Fu proprio Cadoni a farlo entrare in politica. Imprenditore edile, l’ex capogruppo della Margherita conobbe l’attuale assessore alla sanità perché questi acquistò da lui una villetta a schiera in via Goito. Poi si riicontrarono ad una cena e qui Cadoni gli propose di aderire ai Repubblicani. Del resto il Partito cercava nuove leve. Palena si rivelò una leva giusta: prima volta candidato e subito eletto, in un partito che faceva un consigliere solo. E Cadoni, abile “talent scout” della politica di centro, per un paio di volte si ritrovò nelle vesti di primo escluso. Poi la fine della Prima Repubblica, la Margherita e ora chissà.
POLITICA
3 febbraio 2009
Deluca story
Da "La Voce del Canavese" del 2 febbraio 2009
I Moderati stanno con Pastore
BRANDIZZO - Giuseppe Deluca appoggerà il Sindaco Pastore. Più che una notizia, una conferma ma il consigliere comunale dei Moderati ha voluto convocare una conferenza stampa per annunciarlo...
I manifesti elettorali son già pronti e fanno seguito agli altri, già affissi nei mesi scorsi, in cui campeggiava il faccione rassicurante del consigliere. Anche questi, come gli ultimi, non hanno il simbolo dei “Moderati”, il partito a cui ha aderito nel 2007 ma che, a quanto pare, Deluca non intende pubblicizzare.
Il tutto a corollario di un percorso politico che non s’è mai capito fino in fondo e che Deluca ha sempre spiegato a malapena con quegli aggettivi del politichese spicciolo, che finiscono tutti i “ivo”: “collaborativo”, “propositivo”, “fattivo”. E che i suoi detrattori riassumerebbero con “lascivo”, giusto per restare alle parentele linguistiche...
Fatto sta ed è che Beppe Deluca, ex vivaista e oggi delegato alla cura dei giardinetti, nel parlamentino brandizzese siede già da un decennio, malgrado sulle spalle abbia appena 32 primavere. Sempre candidato sindaco, sempre spedito in minoranza dagli elettori. Il “capolavoro” dell’inciucio lo iniziò già nel 2004 quando, con qualche capello in più di oggi (il che lo accomuna decisamente a Berlusconi), decise di sfidare Pastore a capo della lista “Insieme per Brandizzo”. Prese giusto il quorum per fare un consigliere, cioé se stesso. Al primo consiglio comunale s’accomodò tra i consiglieri di maggioranza. E del resto, come scrive Deluca sul comunicato stampa, “fin dall’insiediamento di questa amministrazione vi è stata condivisione delle linee programmatiche ed amministrative”... Che sarebbe una proposizione normalissima, detta da uno che il giorno prima non si era presentato ai cittadini con un programma “diverso”. Ché se i suoi elettori avessero voluto votare il programma di Pastore (da subito “condiviso” da Deluca) non avrebbero votato Deluca e lui non sarebbe nemmeno in Consiglio. Ma vuoi mettere l’ebbrezza di votare un ovetto kinder, il sapore della sorpresa, l’eccitante trepidazione di sapere solo all’ultimo dove andrà a sedersi?
E per quanto bizzarro, il percorso di avvicinamento politico tra Deluca e Pastore ha soddisfatto entrambi ed ora, essendosi trovati conviventi per caso, si accingono a pronunciare il fatidico “sì” per la prossima tornata elettorale. I Moderati sosterranno il Sindaco uscente. E per intanto Deluca sarà in lista, benché a dirlo finora sia stato lui medesimo. Ma le trattative in corso aprono anche l’ipotesi di inserire qualche altro Moderato nella rosa che si presenterà agli elettori sostenendo Pastore. Certo, molto dipenderà dai confini della coalizione: più partiti aderiranno e meno spazi ci saranno. Allo stato Pastore in mano ha appena un tris: Pd, Rifondazione e Moderati, per l’appunto. Visto che la “carta” Italia dei Valori recentemente s’è cambiata da sola, uscendo dalla maggioranza. E visto che Pastore, dei Comunisti Italiani, leggasi Maugeri, proprio non vuol saperne.
In realtà uno sviluppo sostanziale c’è: per la prima volta Giuseppe Deluca si confronterà con le preferenze, senza nessuno che le raccatti per conto suo.
POLITICA
5 dicembre 2008
Il valzer delle casacche
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 3 dicembre 2008
I Moderati assoldano Puccio e Trapani
In Consiglio il gruppo dei socialisti-bis

SETTIMO - Lo sconcerto per la fase politica di questa fine del 2008 si trova cristallizzato nei commenti ufficiali e ufficiosi sui passaggi di consiglieri e assessori da uno schieramento all’altro. C’è Mariano Nicolosi, gabibbo socialista, tra il pubblico del consiglio comunale. Così parla di Angelo Carbonella: “Quello ha cambiato più casacche di Fausto Coppi”. Poi elenca: Psi, Forza Italia, Nuove Energie, Nuovo Psi (i socialisti che stavano con Berlusconi), Sdi... Ora è in forza ai “Socialisti per Settimo”, di Nino Daniel e Franco Verni. Il nuovo sodalizio nato a sostegno della ricandidatura di Aldo Corgiat e in concorrenza con i socialisti ufficiali di Ossola, uno degli sfidanti dell’attuale Sindaco... Durante l’ultima seduta del parlamentino settimese il Sindaco le comunicazioni dei passaggi sono state più d’una: assieme a Carbonella è passato Bruno Olivieri, anche lui proveniente dallo Sdi. Contestualmente il Sindaco ha comunicato il ritorno in Giunta di Nino Daniel che si riprenderà tutte le deleghe che aveva prima, tranne l’Ambiente di cui Corgiat vuole occuparsi di persona. L’altra comunicazione ha riguardato il passaggio dell’Assessore Trapani ai Moderati. Annunciata pure questa e pure questa dibattuta. Il più polemico è stato Daniele Debetto, del Pcl. “Ora si capisce - ha detto l’esponente dell’opposizione di sinistra - perché l’assessore non si è dimesso, come il suo collega Carbone, uscito dalla Giunta in coerenza con la decisione del suo partito di abbandonare la maggioranza. Questo è il modo di intendere la politica non come servizio ai cittadini ma come interesse personale. Io i miei 1200 euro me li guadagno facendo i turni in fabbrica”...
Con questi toni è andato in scena il “valzer delle casacche”, benedetto dal Sindaco con una difesa d’ufficio: “Il bello della democrazia è la riarticolazione delle forze politiche, peraltro volute dagli elettori”. Prima del Consiglio i Moderati avevano tenuto una conferenza stampa per presentare i nuovi “acquisti”. Oltre a Trapani anche Franco Puccio, ex consigliere comunale e attualmente seduto nel cda di Asm. Presenti nella sala dell’Anioc in via Roma, il segretario settimese del sodalizio, Valentino Greggio, il consigliere Tommaso Curello e il numero uno piemontese Giuliano Manolino. Accanto a loro i “nuovi moderati”. “Mi hanno cercato un po’ tutti partiti - ha detto Trapani -. Per me sarebbe stato più semplice entrare nei socialisti per Settimo”. Poi è stata la volta di Puccio: “Contavo un terzo del partito socialista. Ho portato via 40 iscritti su 120. Sarei rimasto se Ossola avesse ritirato la sua candidatura. Anzi preciso che non sono mai stato ossoliano, come sono stato definito dalla stampa.”
Naturalmente su entrambe le dichiarazioni pende qualche giallo. Gli ambienti vicini a Daniel e Verni sostengono, per esempio, che Trapani e Puccio per entrare in quel gruppo avrebbero dovuto passare su molti cadaveri, mentre negli ambienti ossoliani qualcuno sostiene che Puccio non avesse 40 iscritti ma tredici. Dettagli, tuttavia. Visto che ormai la campagna acquisti sta per concludersi e i numeri “buoni”, più che i vecchi, saranno quelli che usciranno dalle urne la prossima primavera.
L’ultimo sussulto politico della conferenza lo ha dato Giuliano Manolino, punzecchiato ancora una volta sulle sue trattative passate col duo Rignanese-Scavone. “Persone degnissime. Ma di certo non vado a pregarli. Io se prego, prego la Madonna e i Santi. Le trattative tra il mio partito e loro due si sono interrotte quando ho capito che avrebbero voluto seguire le vecchie liturgie della politica, rivendicare posti e ruoli in base ai voti. Considerazioni legittime ma che nei Moderati non trovano spazio.”
POLITICA
26 novembre 2008
Ossola perde altri pezzi
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 26 novembre 2008
Puccio scappa dal partito socialista e
si porta i fedelissimi verso i Moderati

I  bene informati parlano di un nugolo composto da una ventina di socialisti, riuniti in sezione come ogni giovedì, con le facce lunghe e gli occhi iniettati di sangue. Tutta colpa dell’ennesima defezione del partito. Via Franco Puccio, ex consigliere comunale eletto nello Sdi e attualmente nel consiglio di amministrazione di Asm, posto assai remunerativo lasciatogli dal “compagno” Claudio Comoglio per amore del partito. Con sé, il buon Puccio s’è portato via alcuni fedelissimi: sono Francesco Minniti, Carmine Torchia, Vincenzo Diboli, Antonio Fazzari, Giuseppe Massena.
Un gruzzolo di facce e voti che, stando a voci più che accreditate, avrebbe già preso la strada dei Moderati di Tommy Curello, altro ex dei socialisti, e Valente Greggio. Uno sviluppo non certo inaspettato per gli addetti ai lavori. Peccato per i socialisti che sia arrivato giusto qualche giorno dopo che Giovanni Ossola, in merito al “caso Puccio”, aveva dichiarato su queste colonne che “Lui in sezione ha sempre detto il contrario. Io ci credo fino a prova contraria”. Delle due l’una: o Ossola vive sulla luna oppure da un orecchio ha fatto finta di non sentire le tante voci che volevano l’ex compagno già con i bagagli in mano.
Certo, il tempismo del divorzio è stato particolarmente beffardo. Anche per questo, nel covo dei garofani, l’altra sera c’era come un’aria da funerale quando i vertici del partito hanno letto pubblicamente le dimissioni dei sei. Cinque righe appena, che parlano di “metodo” ma che, stringi stringi, contengono un unico, solo “merito”: i sei se ne scappano perché vogliono stare con Corgiat.
“Se qualcun altro vuole andarsene, lo faccia ora” avrebbe detto Comoglio ai “compagni”. C’erano, a guardarsi negli occhi con un misto di solidarietà e sospetto, Ossola, il segretario Massimiliano Barone, il gigante Rossano Arquà, il lavandé Mariano Nicolosi e gli altri irriducibili “fino a prova contraria”.
Poi la rassegnazione è subentrata alla rabbia e molti socialisti hanno concluso la serata nella vineria Re Artù dove, già ubriachi di discorsi, hanno ordinato succhi di frutta all’ananas. “Speriamo che non ritornino” ha detto qualcuno di loro per sdrammatizzare l’ennesima emorragia del partito, sempre più piccolo. “Pochi ma buoni” si dice talvolta. Certo, in genere il contesto non è quello delle elezioni.
POLITICA
8 novembre 2008
Anche Trapani verso i Moderati
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 5 novembre 2008
Dopo le voci su Puccio, quelle
sull'assessore autosospesosi dal Ps

SETTIMO - “Chi vuole entrare nei Moderati qui a Settimo deve parlare con me o con Valente Greggio”. E’ il consigliere comunale Tommaso Curello che parla, al secolo il “cavaliere”. La precisazione arriva dopo le indiscrezioni della settimana scorsa che volevano Franco Puccio, consigliere di amministrazione di Asm e attualmente ancora nei socialisti, prossimo all’ingresso nei Moderati. Tuttavia, pur a conoscenza della voce, Curello di era detto ignaro del passaggio. Il che lasciava presupporre una trattativa “a livelli più alti” per Puccio. E per livelli più alti si intenda Giuliano Manolino, responsabile regionale del nuovo partito centrista.
E proprio mentre prendono consistenza sia la migrazione di Puccio nei Moderati, sia l’assenza di contatti tra Puccio e gli esponenti locali del partito, un’altra voce, analoga in tutto e per tutto, si aggiunge a quella precedente. Si tratta dell’assessore ai Cimiteri Giovanni Trapani, autosospesosi dal Partito Socialista non appena i socialisti hanno deciso di uscire dalla maggioranza e “ritirare” gli assessori dalla Giunta (Trapani evidentemente non voleva essere “ritirato”).

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19 giugno 2008
Curello sceglie i Moderati
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 18 giugno 2008
Manolino: "Con Rignanese e
Scavone non è ancora finita"

Si chieda a Giuliano Manolino se con Rignanese e Scavone la partita è finita. Lui risponderà: “Niente affatto, non è finita!”. Infatti così ha risposto il portavoce regionale dei Moderati, giunto a Settimo per presentare la “sua” squadra, che scenderà in campo alle prossime amministrative.
E forse sta proprio nella presunta trattativa ancora aperta con il duo di consiglieri comunali di Forza Italia l’interesse politico del sodalizio centrista appena approdato nella città della penna. Del resto non potrebbe essere altrimenti, visti gli altri due (e pressoché unici) illustri “acquisti” del partito piemontese. Uno è il consigliere comunale Tommaso Curello, uno “moderato” nel Dna e il cui approdo ai Moderati, tra le stanze del Municipio, era noto perfino ai fermacarte. L’altro è Valentino Greggio, ex Diccì, ex popolari ed ex Margherita (di cui è stato co-fondatore) che i “maligni” della politica settimese già hanno etichettato come “il commissario di Silverio Benedetto” all’interno dei Moderati.

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