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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
6 luglio 2009
E ora lo chiamano turnover
Da "La Voce del Canavese" del 6 luglio 2009
Resa dei conti nel Pdl
Scaricato Carlo Romito

IVREA - Il comunicato parla solo a metà e dice “turnover”, già stabilito nel 2008, subito dopo il voto. L’altra metà, però, la spiega il ritratto di un “quartetto delle meraviglie azzurre”, riunitosi qualche ora dopo un incontro in via Arduino “per fare il punto”.
Così il dottor Antonio Petrachi diventa il capogruppo consigliare del Pdl al posto del castellamontese Carlo Romito.
Questa la richiesta formulata da tutti gli ex forzisti, giunti in paranza nel quartier generale del partito di Berlusconi. Mercoledì sera oltre all’ormai ex capogruppo, c’erano anche Diego Borla, candidato alle provinciali e ultimo segretario cittadino di Forza Italia, Antonio Petrachi e Massimiliano De Stefano. Assente illustre Tommaso Gilardini, che aveva affidato la sua “delega” a De Stefano, con cui ha ormai costituito un solido asse politico, e che avrebbe raggiunto i colleghi azzurri in un secondo momento. Preso atto della volontà del gruppo, a Romito non sarebbe rimasto che dire “certo, va bene. Ci mancherebbe”. Deposto, ridimensionato o secondo alcuni “trombato”. Al punto da rifiutare addirittua l’invito per una “birretta” che, data la sua assenza, si sarebbe trasformata in un brindisi. Appuntamento “chez” Tony, all’Aquila Nera. Tommaso Gilardini si sarebbe presentato in pantaloncini e maglietta griffata, come impone l’etichetta estiva del politico rampante e predestinato a palcoscenici quasi importanti. “Com’è andata?” avrebbe chiesto all’amico Max, che aveva appena ordinato una piccola chiara allo staff di Cuomo. “Bene. Non ha detto nulla!” gli avrebbe risposto Max, guardando la schiuma della bevanda ritirarsi, quasi come similitudine dell’operazione appena compiuta.
Poi è arrivato Tony Cuomo e pure l’ex sindaco Giovanni Maggia, il professore, e a Gilardini è venuto in mente che l’indomani aveva un esame: “Scappo”.
Questo il dietro le quinte, da domani si assisterà al pietoso tentativo di non far sembrare l’avvicendamento come una resa dei conti. Ma purtroppo per il Pdl i segnali sono fin troppo evidenti, sebbene della questione vera - giurano i bene informati - non si sia fatto neanche mezzo cenno. Naturalmente il sottinteso era enorme: “il caso Barberis”, l’ex assessore di Della Pepa arruolato dalla lista Porchietto per le provinciali e dimessasi dalla Giunta di centro sinistra. Prima del voto fonti vicine al Pdl davano per certo (e fastidioso) l’appoggio di Carlo Romito, che aveva curato la regia del “trasferimento”, all’ex assessora. Dopo il ballottaggio, un’intervista criptica di Diego Borla alla Sentinella sul “ratto dei voti della Barberis”, praticamente una sorta di “denuncia contro ignoti”, dato per scontato che gli ignoti ovviamente non sono certo i poveri elettori. Da lì in avanti l’accerchiamento a Romito. E d’altronde se non si fosse trattato di una resa dei conti, la staffetta alla guida del gruppo consiliare avrebbe potuto e dovuto attendere, se non altro per evitare che le avvisaglie, appunto, facessero pensare ad una resa dei conti. Ora per il Pdl eporediese è meglio che il gruppo consiliare e i consiglieri vadano avanti, senza troppo approfondire questi fatti e senza paraculaggini. Semplicemente dimenticando, ché chi ha dato ha dato, chi ha avuto avuto... Aprire certi armadi sarebbe molto pericoloso.
POLITICA
20 aprile 2009
Pdl: Borla, Bringhen o Marchiori?
Da "La Voce del Canavese" del 20 aprile 2009
Baruffa azzurra per le elezioni provinciali
Sul collegio di Ivrea in vantaggio l'eporediese

IVREA - Lontana anni luce, e forse vana, quella cena ai Canottieri Sirio, dal menu prelibato e dai contenuti politici ottimistici. Fu quando i “Gilardini Brothers”, cioé i giovani gemelli azzurri Tommaso e Niccolò, proposero un brindisi per acclamare la candidatura di Diego Borla alle elezioni provinciali, per il collegio di Ivrea. Applausi e calici levati in alto riempirono la sala, incontrando persino l’entusiasmo di tutto l’entourage di Alleanza Nazionale, da Carlo Romito in giù.
Ancor oggi il centro destra cittadino è compatto sul nome del commercialista ma le insidie, per la candidatura di Borla, arrivano da fuori. Il primo a metterla in discussione, secondo fonti interne al Popolo delle Libertà, sarebbe Luca Bringhen, vicesindaco di Settimo Vittone spinto con foga, in ordine di importanza, dall’eurodeputato Vito Bonsignore (ex Udc), dal braccio destro di “bon bon” Raffaella Costa, e dal loro luogotenente eporediese Adriano Ceresa, consigliere comunale di Bollengo.
Una candidatura al grido di “Io sono quello del Tavarock”, cioé l’orgoglioso padrino del celebre festival musicale di Tavagnasco. E chi se ne importa se a Ivrea vogliono Borla. Del resto Bringhen, per chi lo conosce, non è uno che si formalizza con la diplomazia, pronto a sfoderare i coltelli e non arretrare mai. Lo sanno bene nella comunità Montana Dora Baltea, a nord di Ivrea, dove Bringhen, all’epoca vice di Eligio Morello, riuscì nell’impresa politicamente incredibile di far cascare la sua Giunta coalizzando tra loro consiglieri dell’Ente montano, guidati dal duo Aldighieri-Roffino, accomunati soltanto dall’avversione nei suoi confronti. Del vulcanico e spregiudicato pezzo grosso del Tavarock si sa che fu candidato alle regionali in Vallée per l’Udc, partito di provenienza che si evince pure dagli sponsor odierni.
Stessa provenienza anche l’altro pretendente, vale a dire Claudio Marchiori, il Sindaco di Loranzé, spinto in particolare da Franco Maria Botta, altro transfugo dello scudo crociato e ultimo candidato del centro destra alla Provincia di Torino. Tra tutti il suo è il nome più debole. Intanto per il curriculum politico e poi perché - forse a lui sfugge ma l’hanno notato quelli del Pdl di Ivrea - Loranzé sta in un altro collegio, ossia il 27, quello di Cuorgné.
Sotto le rosse torri, gli uomini del Pdl hanno una sola certezza: se il candidato non sarà Borla si tireranno i remi in barca.
POLITICA
12 aprile 2009
Cimalando si dimette per finta
Da "La Voce del Canavese" dell'11 aprile 2009
Gilardini (Pdl) scatena il putiferio
con un ordine del giorno su Pistoni

IVREA - Tutta colpa di un partigiano bianco, Gino Pistoni, una colonna della storia e della Resistenza eporediese. O tutto merito di un giovane consigliere azzurro, quel Tommaso Gilardini destinato, probabilmente, a scalzare i sedicenti leader politici del suo schieramento sotto le rosse torri. Fatto sta ed è che nel consiglio comunale di lunedì è successo il pandemonio e per un pelo non s’è dimesso dalla Giunta il vicesindaco Gianni Cimalando (che smentirà sonoramente malgrado la versione sia pacifica ai più).
L’ordine del giorno presentato da Tommaso Gilardini, del resto, aveva tutti i crismi per ottenere l’unanimità. Si trattava, cioé, di sollecitare le scuole eporediesi a trattare la figura di Gino Pistoni in modo didattico. Del resto - come scrive il quotidiano torinese La Stampa - a Ivrea molti ragazzi credono che Pistoni sia uno stadio (in effetti a lui è intitolato il campo degli “oranges”) o un ex calciatore del sodalizio di casa. L’ignoranza dei pargoli eporediesi in materia è un fatto: nessuno ha insegnato loro vita e opere di Pistoni. Da qui la proposta di Gilardini, illustrata in Consiglio con un intervento puntuale, tra i cenni di assenso di molti consiglieri della maggioranza. Già alla vigilia, in realtà, letto l’ordine del giorno, i gruppi di maggioranza l’avrebbero approvato all’unanimità senza colpo ferire. Di traverso ci si è messo soltanto Cimalando, ancora una volta nelle vesti per nulla inedite di “Sindaco Ombra”, in grado di bofonchiare qualcosa intorno alla necessità di “ricordare Pistoni ma non solo Pistoni” e invitando, di conseguenza, la maggioranza a bocciare il documento “made in Pdl”. Capita l’antifona e accolte le osservazioni del Sindaco, Gilardini ha fatto un ementamento qui e uno là, conformando la sua proposta alla Della Pepa-pensiero.
Messo in votazione - l’orologio segnava le due di notte -, il documento del giovane consigliere ha ottenuto l’unanimità, facendo sobbalzare letterlamente Cimalando. Il vice sindaco, incassata la sfiducia del Consiglio, non ha trovato cosa migliore da fare che raccattare le sue cose e uscire dall’aula con un diavolo per capello. Pietosamente rincorso dal Primo cittadino Carlo Della Pepa, inseguito a sua volta dalla consigliera del Pd Elisabetta Ballurio, che si trovava a trotterellare tra la sala consigliare e il corridoio. Sulle scale la sparata choc, un po’ in stile Mastella. “Il Consiglio è libero di votare come vuole, io sono libero di dimettermi dal partito e dalla Giunta”, avrebbe detto Cimalando, scendendo la rampa accompagnato dal segretario del Pd eporediese Maurizio Rossi.
Poi il vice sindaco è stato ricondotto alla ragione nel giro di dieci minuti da Della Pepa, sulla cui posizione, assunta per convincerlo a ripensarci, i moviolisti restano assai divisi...
22 ottobre 2008
Più "amici" che voti?
Da "La Voce del Canavese" del 13 ottobre 2008
Facebook, l'ultima vetrina dei partiti
Tra i politici della nostra zona, l’ultimo che vi si è iscritto pare essere Fabrizio Bertot, l’eccentrico sindaco di Rivarolo. Per ora, però, ha zero “amici” (o contatti, se si preferisce). Dicono i maligni che stia studiando bene il funzionamento dell’ultima diavoleria di internet prima si sbilanciarsi nella tessitura di amicizie informatiche, onde evitare di riprendersi del “coglione” da Agostino Ghiglia, colonnello di An sempre pronto a rimarcare i legami “sbagliati” (cioé di sinistra) come in occasione dell’ultimo congresso provinciale quando al Primo cittadino di Rivarolo diede una strigliata plateale.
Poi c’è Alberto Avetta, assessore al Commercio di Ivrea, morgandiano doc. Anche lui contagiato dalla moda e un po’ imbranato, malgrado l’appartenenza geografica alla cosiddetta città dell’Informatica. Ha

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