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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
26 giugno 2009
Una vicepoltrona per tre
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 24 giugno 2009
Il Popolo delle Libertà inizia
lo shopping di franchi tiratori

SETTIMO - Ad oggi lo scenario non è per nulla inedito e pare che la questione, tanto per cambiare, sarà essere risolta da Aldo Corgiat. Sul piatto la vicepresidenza del Consiglio comunale, spettante alla minoranza. Intorno una raffica di nomi, un intreccio di alleanze che fa rima con il solito “shopping” di franchi tiratori ancora tutto da definire. Innanzitutto c’è Rignanese, del Pdl, l’ultimo vicepresidente del consiglio, seriamente intenzionato a riprendersi la carica. Le incognite per il consigliere provengono, paradossalmente, più dal suo partito che da fuori, visto la difficoltà evidente di convincere Patrizia Furfaro e Giorgio Chiarle a votarlo. Ben premesso che Rignanese, oltre alla carica di vicepresidente del Consiglio per sé, rivedica pure quella di capogruppo del Pdl per Scavone.
Poi c’è Giuseppe Corica, appena passato armi e bagagli nel gruppo misto e che, come insegna la storia consiliare, ha sempre avuto il “vezzo” di proporsi alla vicepresidenza. Anche per lui, l’arduo compito di moltiplicare, per sei o per sette, il suo misero voto. Infine c’è la coalizione di Ossola che, almeno sulla carta, avrebbe tutti i numeri necessari per impossessarsi della poltrona.
Infine la maggioranza, un oceano di incertezza. Diciannove voti che, da qualunque punto di vista la si voglia vedere, faranno la differenza. Ed è qui che potrebbe entrare in gioco il Sindaco. Del resto soltanto la settimana scorsa ha confessato di fare il tifo per il centro destra, considerandolo l’opposizione naturale. Si va, dunque, verso quello scenario, un po’ “berlusconiano”, in cui la maggioranza stabilisce a quale delle minoranze assegnare le cariche. Il motto è la “libertà di coscienza” dei consiglieri, l’effetto è che i soliti Rignanese e Scavone cercheranno di trascinare la “libertà di coscienza” dalla loro parte. Se servono tre voti, ci saranno tre misteriosi tiratori franchi in maggioranza, se ne servono quattro ce ne saranno quattro e via così. Stessi piani ce li avrebbe Giuseppe Corica che, contemporaneamente, starebbe pure trattando con la coalizione di Ossola, tutta o in parte, a cui non dispiacerebbe fare un brutto scherzo alla maggioranza, in occasione della prima votazione.
Proporranno Condello e voteranno Corica - dicono gli strateghi della politica settimese, avendo ben presente i precedenti storici di “votazione con finta”, dalla commissione elettorale alle nomine nella fondazione culturale e nel collegio dei revisori dei conti.
Poi ci sono i numeri sparsi, come quello della leghista Cristina Falvo che un po’ tutti credono di avere già in tasca senza nemmeno averle fatto uno straccio di telefonata, come se al posto suo in Consiglio comunale ci fosse il segretario del Carroccio Cernusco (che per non saper né leggere né scrivere, avrebbe già detto “sì” per conto terzi a chiunque gli abbia chiesto il voto).
Corteggiatissimi anche i due voti della Lcs del dottor Silvestri, schede che, nella ragionevolezza politica, dovrebbero stare compatti nella coalizione di Ossola ma che nel segreto dell’urna - secondo i più - potrebbero finire ovunque.
Calcoli alla mano, di certo c’è che il vicepresidente del Consiglio comunale, questa volta, si elegge con non meno di sei o sette voti. Ovvio, perciò, che se la maggioranza vuole determinare l’esito della votazione, l’inciucio questa volta dovrà essere plateale.
Nessun dubbio sulla votazione del Presidente del parlamentino. Come annunciato sarà Silverio Benedetto, il più votato di tutti.
POLITICA
23 maggio 2009
Rivoluzione al Bosio
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 20 maggio 2009
Se vince Corgiat tutto alla Pro Loco
e già si fa il nome di Iolanda Mensio

SETTIMO - Spoil system al Bosio o qualcosa di molto simile. Questa la voce che circola in città, strumentalizzata da qualcuno e talvolta agitata come un fantasma: se vince Conrgiat via la vecchia gestione e dentro i “fedelissimi” della Pro Loco. Anzi, di più: già si fa il nome della valorosa e attivissima Iolanda Mensio, nel direttivo dell’associazione turistica. Curiosamente la Mensio è la sorella di Claudio Comoglio, “ossoliano di ferro” e colonna degli stessi socialisti a cui Aldo Corgiat intenderebbe “scippare” il centro incontri di via Galileo Ferraris. Del resto, in città, non c’è sasso che non sappia quanto il Bosio e tutta la zona circostante sia una roccaforte di consensi personali dell’ex Sindaco, ora sfidante di Corgiat, e in generale del Partito Socialista.
Sin qui il gossip, esagerato nella forma ma sufficientemente realistico nella sostanza. Almeno se è vero com’è vero che il primo cittadino uscente ha già sbandierato ai quattro venti il nuovo modello gestionale che immagina per la struttura.
La premessa è di quelle lunghe: “La convenzione con la società Oro & Argento risale a 12 anni fa ed è già stata prorogata una volta - spiega Corgiat -. Prorogarla ancora sarebbe giuridicamente impossibile. Se qualcuno promette cose diverse, non so su quali presupposti si basi, visto che c’è un codice degli appalti. La futura amministrazione avrà due strade: rifare un bando o occuparsi direttamente della gestione del Bosio.”
Ed è qui che si inserisce la Pro Loco, visto che Corgiat per il Centro incontri ha in mente una revisione complessiva e radicale, anche delle finalità. Stop al monopolio dei balli per anziani e dei soggiorni marini, attività che possono essere spalmate su tutte le associazioni che abbiano voglia di organizzarle. E via anche la finalità esclusivamente rivolta alla terza età: il Bosio, nei piani di Corgiat sarà aperto a tutte le associazioni.
“Rispetto a vent’anni fa - motiva il Sindaco -, ritengo che non ci sia più bisogno di promuovere l’aggregazione degli anziani, che anzi si aggregano benissimo da soli. Abbiamo previsto tre chalet destinati al gioco delle carte e alle altre attività: uno al Pertini, per l’estate, uno nei pressi dell’attuale Bosio e un altro in via Fantina. La struttura principale del Bosio sarà una sorta di pluriuso e la Pro Loco potrebbe essere il soggetto giusto per mediare sul suo utilizzo tra le varie associazioni che ne faranno richiesta”.
La “rivoluzione” riguarderebbe anche la spesa pubblica: le attività del Bosio attualmente costano al Comune diverse decine di migliaia di euro all’anno. Allo scadere della convenzione, cioé nel 2010, rubinetti chiusi e spazio al “libero mercato della ricreazione per anziani”, con l’Amministrazione chiamata a contribuire soltanto per la parte che riguarda le esenzioni e agevolazioni relative alle fasce Isee.
Di mezzo c’è il malcontento del gestore, Sabrina Micheletti, amministratrice della “Oro e Argento sas” che gestisce il Bosio in virtù della convenzione, e la cui vicinanza allo sfidante socialista di Corgiat non è un segreto per nessuno. Per amor di verità ambienti del centro sinistra, sia in maggioranza, sia della vecchia opposizione di sinistra hanno sempre avuto da ridire sulla gestione del Bosio. In particolare sul rinnovo, talvolta giudicato un po’ “allegro”, della convenzione. Sia per l’assenza del bando, sia sulla richiesta del gestore, totalmente recepita dal Comune, di liberarsi della gestione del bar esterno, giudicato “poco redditizio”.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere: da allora infatti il Comune si è attivato per riempire pure il bar lasciato vuoto, trovando un finanziamento regionale (circa 500 mila euro) che nei prossimi anni dovrebbe portare all’istituzione di un centro di aggregazione per disabili sul modello del Casùn.
E mentre due fazioni dello stesso centro sinistra, prima alleate, si contendono la gestione della struttura, in via Galileo Ferraris fa capolino anche il centro destra che, in settimana, s’è presentato con una delegazione di Pdl e Lega, pronta ad ascoltare i problemi dei suoi fruitori e avanzare la terza proposta alternativa: associazione costituita dagli stessi anziani sotto forma di volontariato per autogestire lo spazio senza variazioni di finalità.
Insomma, comunque vada, il destino del Bosio è legato indissolubilmente all’esito di queste elezioni.
POLITICA
25 marzo 2009
Trasferimento... "dei valori"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 25 marzo 2009
Palumbo ottiene la mobilità
Così sarebbe incandidabile

SETTIMO - Attesissima inaugurazione domenica 29 marzo. Dalle 11 alle 13 - seguirà buffet - apre al pubblico la sede del circolo settimese di Italia dei Valori, in via Mazzini 15/D.
Sul manifesto che presenta l’evento sono elencati alcuni dei princìpi che ispirano il sodalizio. “Ci attendiamo - si legge - la presenza di tanti semplici ed onesti cittadini, che condividono i nostri ideali e i nostri valori, che vogliono una politica più pulita e più trasperente (...) senza interessi di casta e clientelismi, per un paese più civile e democratico...”
Dopodiché, fiero assertore del dipietrismo, il presidente del circolo, Angelo Palumbo, proverà a dire due parole sul conflitto d’interesse. Sul conflitto d’interesse altrui, s’intende.
Perché se dovesse parlare del suo, appunto, sarebbe in conflitto d’interesse. E magari costretto a spiegare com’è riuscito, in appena dieci giorni, cioé dalla sua richiesta alla risposta positiva del Comune, ad ottenere la mobilità dal Comune di Settimo (dove lavora come dipendente, nel settore protezione civile) alla Regione Piemonte. E’ tutto nero su bianco sulla delibera di Giunta del 17 marzo, passata all’unanimità e votata da tutti i suoi colleghi di coalizione senza il benché minimo imbarazzo. Da una parte Palumbo è dipendente comunale che chiede al datore di lavoro di esser trasferito, dall’altra sempre la stessa persona è un leader politico che in questa veste fiancheggia il suo datore di lavoro (cioé il Comune che probabilmente si candiderà ad amministrare). Un elettore dipietrista, sempre sensibile su questi temi, potrebbe pensare che il Partito Democratico, forza politica che governa saldamente la città, con questa mossa possa guadagnarsi la fedeltà incondizionata di Angelo Palumbo e limitare l’indipendenza dell’Italia dei Valori. Anche perché, sebbene per Palumbo non si tratti di una promozione, è sicuro che col passaggio da Comune a Regione, anche a parità di qualifica, il dipendente pubblico dei valori andrà a guadagnare qualcosina di più. Tutto ciò a proposito di interessi di casta e clientelismi.
C’è da dire che Palumbo, da dipendente del Comune di Settimo, non potrebbe candidarsi per amministrarlo. Difficile stabilire se quest’elemento sia una buona ragione per chiedere la mobilità e, da parte della Giunta, per concederla.
Di sicuro il “valzer dei trasferimenti” presso il Comune di Settimo non è cosa inedita. Com’è noto, lo stesso passaggio (dal Comune alla Regione) toccò anche al dirigente Franco Ferraresi, marito di Paola Richetta, attivissima presidentessa del comitato pro-Ossola.
Tornando a Palumbo, il curioso episodio s’aggiunge ad un lungo elenco di retropensieri circa la sua indipendenza dal Partito Democratico. Del resto nella conferenza stampa in cui venne a presentare il neo costituito circolo dipietrista, per una singolare distrazione, Palumbo si dimenticò di informare i concittadini della sua decennale militanza partita dal Pci, proseguita nel Pds, poi nei Ds e perfino nel Pd. Basti  pensare che, soltanto di recente, il buon Palumbo è stato cancellato materialmente dal coordinamento del Partito Democratico in cui era stato eletto. Autore dello sbianchettamento - dicono gli ambienti democratici - sarebbe il consigliere comunale Dino Sportiello, vecchio lupo di mare della politica ex comunista che, alla vista del nome del leader del partito alleato inserito tra gli stati maggiori del Pd settimese, avrebbe esclamato: “Cavolo, ci siam dimenticati di toglierlo!”
Insomma il dubbio continua a esser forte: non è che Palumbo è il commissario del Pd all’interno del sodalizio dipietrista e il Pd cerca di sdebitarsi?
24 marzo 2009
Se Chianale si toglie dal...
Da "La Voce del Canavese" del 23 marzo 2009
Se rifiutasse il collegio la politica
comunale potrebbe movimentarsi

CALUSO - Le bizze politiche, vecchie e nuove, di Mauro Chianale non di rado riempiono le cronache bassocanavesane. E’ agli annali la polemica alle ultime politiche, di quando, escluso dai posti buoni per entrare in Parlamento, Chianale si ribellò contro l’universo, la “legge elettorale dei nominati” e le nomine dei colonnelli del Pd piemontese. Dietro la battaglia per la democrazia e la selezione della classe parlamentare del paese, all’apparenza sacrosanta, l’onorevole Erbaluce - così ribattezzato per via della terra che lo ha consacrato alla grande politica - nascondeva una colpevolissima omissione. Vale a dire la medesima polemica che lui non fece due anni prima, quando appunto la sua posizione nelle liste dei Diesse era sufficientemente nobile da garantirgli il posto sicuro a Montecitorio.
La differenza tra il 2006 e il 2008 - secondo gli ambienti democratici - la fece un certo Aldo Corgiat, sindaco di Settimo Torinese, sponsor di Chianale al primo giro e di traverso sulla sua riconferma solo due anni dopo. Ma siccome la casta è casta, Chianale fu quasi zittito con la presidenza dell’Environment park. Pronto comunque ad autorilanciarsi in politica alla prima occasione utile. Anche se l’occasione fosse stata rappresentata, come infatti è stata, dalle “miserelle” elezioni provinciali di quest’anno. Con un “ricomincio da qui” si sarebbe rifatto sotto Chianale, ex Sindaco di Caluso, proprio come candidato consigliere del Pd di quel collegio. Ed è storia ormai anche l’opposizione della parte territorialmente minoritaria di quel circondario, giudata dal redivivo Luciano Ponzetti, ex Margherita, già pronto ad issare barricate, candidati da contrapporgli alle Primarie, contando sul voto scontato del circolo Orio-San Giorgio-San Giusto e anche su qualche tiratore franco calusiese.
“Ché sto Chianale cos’altro vuole?”, cominciava a pensar qualcuno proprio sotto casa dell’onorevole, per qualche tempo addirittura in odore di candidatura riciclata da Sindaco per il dopo-Suriani, negando l’eventuale bis al sindaco uscente. “Pronti a fare le primarie!” ebbe a dire big Luciano (sempre il Ponzetti) in un’assemblea pubblica, gettando un guanto di sfida che fatalmente nessuno raccolse. Del resto tra il dire il fare, c’è di mezzo il mare, specie se “fare” significa sfidare Chianale nella sua Caluso. Ma manco a farlo apposta, il colpo in canna per tirare sull’ex deputato ce l’aveva un illustre sangiustese, tal Ferraris, già Sindaco, attuale vice e patron del sodalizio calcistico Canavese. Da quando, trullo trullo, il sangiustese ha dato la sua disponibilità a candidarsi nella “lista del presidente”, Mauro Chianale ha sentito puzza di funerale politico e deciso di non voler esserne l’ospite d’onore.
“Se c’è lui non mi candido” ha sparato, poco dopo che il suo nome già era comparso nelle liste stilate (giusto una proposta ma assolutamente autorevole) da Antonio Saitta in persone. Tutt’intorno pochissime lacrime, specie a Caluso, dove proprio il ritiro dalla competizione di Chianale potrebbe ridare linfa ad un centro sinistra vivace ma finora oppresso dal suo onorevole invadente. C’è chi sostiene che già scalpiti Giaccone, assessore alla cultura di Suriani e finora sempre costretto alla seconda linea dal ritornello “ubi major...”. Sì, potrebbe essere lui il candidato del Pd nel collegio calusiese.
Il che movimenterebbe un po’, aprendo nuovi spazi, anche nell’ottica delle elezioni comunali che, col tutto bloccato, imposto dalla campagna democratica “adotta un onorevole trombato”, già puzzavano di stantio e di scoglionamento perenne per i tanti giovani promettenti tenuti in naftalina. O in cantina... L’erbaluce, si sa, se invecchia troppo è da buttare...
POLITICA
12 marzo 2009
Separazione consensuale
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 11 marzo 2009
Palena nella civica di Lovera,
i retroscena dell'operazione

SETTIMO - “Passo alla lista civica dell’amico Lovera, appoggiando con forza il Sindaco Corgiat. Una scelta dettata da dissapori all’interno del Pd che non sono riuscito ad appianare. Così termina la mia saga...” E’ Giuseppe Palena che parla, assessore “dimissionario per finta” - nel senso che dall’Esecutivo, più che farsi fuori, s’è preso una vacanza. Dopo esser stato indicato per circa una settimana come il candidato del centro destra “in quota” Silvestri, il pediatra più famoso della città ha trovato casa nella stessa maggioranza con cui sembrava aver rotto. In conferenza stampa con lui, lunedì sera, c’erano anche il Primo cittadino e il Presidente della civica “Insieme per Settimo”, Piero Lovera. “Ho sempre chiesto - ha detto Corgiat - che prevalesse lo spirito di coalizione. Ed è ciò che avviene con questo passaggio. Non nascondo che preferirei avere Palena nel Pd ma l’importante è essere dalla stessa parte. Ne ho sempre apprezzato l’operato da assessore, per questo ho respinto le sue dimissioni.”. Con l’umore alle stelle, Piero Lovera parla com’è abituato a fare il presidente di un grande sodalizio calcistico dopo l’acquisto di un bomber di peso: “Lo accogliamo con grande piacere. E’ una persona capace, oltre che un amico.”. E fin qui tra Palena e Partito Democratico sembrerebbe essersi consumata una sorta di separazione consensuale. Ma, al di là dei “tarallucci e vino” dipinti in una conferenza stampa preparata nei dettagli, sono tanti i retroscena che incorniciano la “famiglia ritrovata”. Non ultimo l’assalto conclusivo degli stati maggiori democratici all’ambìto pediatra (350 voti all’ultima tornata), avvenuto nello studio del dottor Silverio Benedetto alla presenza del primo cittadino e del segretario settimese del Pd, Massimo Pace. Un incontro al vetriolo come tutti quelli precedenti, denso di “cortesie” indirizzate da Palena a Pace che, a detta degli ambienti democratici, ancora starebbero rimbombando nelle orecchie di Corgiat e Benedetto.
A quest’ultimo fatale litigio s’aggiunga poi una discussione accesa tra Corgiat e lo stesso Lovera intorno agli equilibri del prossimo esecutivo. Il sindaco - stando a voci molto vicine alla civica - avrebbe stroncato l’entusiasmo elettorale (se prendo tot consiglieri mi spettano tot assessori) del Presidente di “Insieme per Settimo”, rinfacciandogli proprio il “ratto” del pediatra. D’altronde Palena, da solo, vale il consenso utile a fare mezzo consigliere. Ché, tolto di qua e messo di là, secondo i calcoli tipici della politica alta, fa un consigliere intero. Riequilibri sì, ma “al netto di Palena” che era del Pd -  avrebbe detto Corgiat al numero uno di “Insieme per Settimo”, già alle prese con un’altro mezzo veto. Quello che da qualche settimana starebbe strisciando nei confronti dell’altro recordman di preferenze, Lapertosa, pronto a rivendicare “per via della sua esperienza professionale” l’assessorato alla sicurezza (che Corgiat chiamerà “alla Legalità”). “Destinazione Asm”, cioé nel consiglio di amministrazione - avrebbero sentenziato i colonnelli del Partito Democratico, più inclini a riconfermare il pediatra. E se sulle persone Lovera avrebbe detto poco o nulla, sui numeri qualche diavolo per capello - e chi lo conosce sa che significa - gli sarebbe venuto. Poi la discussione è rientrata, non si sa come e nemmeno perché. Lo si scoprirà solo dopo il 7 giugno.
POLITICA
20 febbraio 2009
Corgiat-Verdi: si può fare?
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 18 febbraio 2009
"Bisonte" travolge Casieri e Liuni
un "film" già visto nel 2004...

SETTIMO - Questa volta siamo davvero al giallo politico: Corgiat sostiene che incontrerà ancora i Verdi e “finalmente si discuterà di programma”, i Verdi settimesi asseriscono che l’incontro non si farà e che loro sono praticamente già con Ossola. Il problema è che, dai rispettivi punti vista, tutti e due hanno ragione. E la cosa nemmeno stupisce, visto che nel 2004 le cose andarono più o meno così...
E’ così che finisce in archivio, almeno per ora, l’incontro tra il Partito Democratico e i Verdi, organizzato dai livelli provinciali dei due sodalizi e “tollerato” dai rappresentanti locali del partito ambientalista.
Presenti Aldo Corgiat, Massimo Pace e Sergio Bisacca per il Pd. Per i Verdi i “soliti” Matteo Luini e Mario Casieri, accompagnati da un nugolo di iscritti e da due dei quattro commisari regionali del partito. Vale a dire da Vincenzo Galati, capogruppo provinciale dei Verdi, e da Antonio Nigro, Sindaco di Vidracco, paesello della Valchiusella, amministrato dalla comunità Damanhur. Per chi non conoscesse l’argomento, si tratta di un gruppo, una sorta di religione, molto legato alla natura e che suole assumere soprannomi di animali e piante. Quello di Nigro, per la precisione, è Bisonte (Quercia invece il nome vegetale)
La situazione è chiara: ai vertici del partito non dispiacerebbe affatto “approfondire” le questioni programmatiche con Corgiat e il Pd, mentre i Verdi settimesi non ne vogliono sapere. Lo dicono chiaro e tondo Casieri e Liuni: “Cosa succederà, a questo punto non lo sappiamo...
Per noi s’è trattato giusto di una riunione di cortesia. Oltretutto voluta dal capogruppo dei Verdi in Provincia e concordata ad alti livelli. Non c’è stato nessun imbarazzo per noi a confermare nella riunione le linee politiche già ribadite in tutte le sedi possibili. Il Pd ci ha detto di essere disponibile a suggerimenti sul suo programma, che - dice lui - è ancora aperto a contributi di chiccessia. L’alleanza con Corgiat è impossibile perché nella premessa del programma c’è continuità di scelte che noi abbiamo sempre avversate perché secondo noi non sono nell’interesse dei cittadini, ne per il rispetto dell’ambiente. Questa politica non ci appasiona. Noi non possiamo sconfessare le nostre posizioni assunte. Anche sulla politica ambientale.”
Quel che succederà ora, in verità, non lo sanno neppure Casieri e Liuni. Di sicuro si sa che i due hanno scritto una lettera ai vertici regionali del partito, per ribadire la posizione anti-Corgiat (e pro-Ossola) assunta a Settimo. E presto invieranno il documento anche al segretario nazionale dei Verdi, Grazia Francescato.
Ciò nonostante, confessano: “Noi non siamo certi di nulla. Ma lo statuto dei Verdi dice che i circoli sono autonomi sulle scelte territoriali quanto alle alleanze. Non vorremmo che fosse il secondo tempo dello stesso film già visto nel 2004. Per i Verdi di Settimo, la storia finisce qui. I cittadini ci stanno chiedendo cosa succede. Crediamo che Corgiat forse abbia perso la sicurezza della sua autosufficienza. Ora vuole il bollino verde al suo programma. Fintanto che ci saremo noi, nel rispetto dello statuto, la linea non cambia. Il bollino verde a Corgiat non glielo diamo. Abbiamo avuto mandato dal circolo di continuare la discussione programmatica con Ossola e la nascitura coalzione, ormai quasi terminata. Per quello che ci riguarda non faremo nessun altro incontro con Corgiat. Ci è bastato quello. L’impressione che abbiamo avuto è che il Pd si muova più per rompere le alleanze altrui che per allargare la propria...”
POLITICA
31 gennaio 2009
Una storia Repubblicana
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 28 gennaio 2009
Palena, l'assessore "dimezzato"
SETTIMO - Esponente illustre del PRI, il Partito Repubblicano e da sempre estimatore di La Malfa, Giuseppe Palena nei Diesse ci finì quasi per caso...
La Prima Repubblica era appena finita, coi partiti che si stavano sciogliendo come gelati al sole. Per i “piccoli”, come il PRI, il destino era ancora più crudele che per i grossi, già corteggiati dalle nuove formazioni che si affacciavano sulla scena politica. A Settimo, oltre a Palena, fra i repubblicani figurava Salvatore Cadoni, poi confluito nei Popolari, Margherita e infine Pd.
Palena invece scelse la sponda comunista per ripartire in politica, consigliato per lo più dai suoi referenti torinesi del Pri, che con gli ex comunisti si erano trovati bene, avendo formato persino una sorta di sottogruppo.
Prima di entrare nei Ds, Palena aveva vissuto una fase di amore politico per l’Asinello di Romano Prodi, una forza che tuttavia era priva di articolazioni a livello comunale.
In breve tempo Palena fu reclutato da Ivo Bissoli e Sergio Bisacca che gli chiesero di candidarsi per la prima volta nel 1999. Lui alla chiamata rispose “presente” e ottenne ben 350 preferenze. Contava, data la sua professione, di svolgere un ruolo attinente alla sanità. Con sua sorpresa, invece, fu escluso dalla Giunta. Non lo fecero nemmeno capogruppo. Ma la beffa più grande la ricevette quando si trattò di formare la commissione comunale alla sanità: presidente Maura Colonna. A lui, che aveva portato un bottino di voti considerevole, manco un grazie, una pacca sulla spalla. Nulla di nulla. “Qui siamo comunisti e funziona così. Delle preferenze non ci frega” gli dissero, pressapoco, gli stati maggiori della Quercia. Furono cinque anni in cui l’ex Repubblicano visse da separato in casa, incerto che il suo futuro fosse ancora all’ombra della Quercia e soprattutto dei tanti colonnelli settimesi che del partito erano menti e braccia.
Ma nel 2004 la scena si ripeté uguale a un lustro prima. Gli “emissari” del partito questa volta furono Corgiat e Bisacca. Nella circostanza Palena volle mettere le cose in chiaro: assessore alle attività sociosanitarie. Affare fatto: dunque l’accordo era sulle deleghe al sociale e alla sanità...
Poi Corgiat vinse a mani basse e scelse la Giunta, in cui inserì anche Palena che, nel frattempo, aveva ribadito nelle urne il suo personale successo di consensi. Ma con somma sorpresa del neo assessore, le deleghe a lui assegnate avevano subito un’inaspettata cura dimagrante: il sociale fu affidato al socialista Trapani, a Palena soltanto la sanità. Pardon, la sanità eccetto le tematiche legate all’handicap, “territorio” politico di proprietà di Caterina Greco. Insomma, se Italo Calvino fosse stato un settimese, avrebbe certamente scritto “L’assessore dimezzato”.
Il resto è storia recente, sul futuro, a questo punto tutto di un’altra tinta, non ci è dato sapere...
POLITICA
28 gennaio 2009
E' Palena l'anti-Corgiat
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 28 gennaio 2009
L'assessore alla Sanità sarà il
candidato sindaco di centro destra

SETTIMO - Clamoroso è dire poco. Sarà l’assessore Giuseppe Palena l’anti-Corgiat, cioé il candidato del centro destra alle elezioni amministrative di giugno.
Il divorzio definitivo, stando ai bene informati, si starebbe consumando nelle ore in cui il giornale è in stampa, in uno dei ristoranti settimesi, tra un filetto e un Barbera, com’è ormai tradizione che si definiscano le faccende politiche della città della penna. Aldo Corgiat (per lui acqua minerale, perché non beve il rosso) e Massimo Pace gli altri due commensali. Del resto la rottura era nell’aria, non solo per la spregiudicata campagna acquisti del dottor Silvestri, il nuovo dinamitardo della politica locale, ma anche per un dialogo che scricchiola da troppo tempo.
Repubblicano della prima ora e pediatra, Giuseppe Palena aveva scelto i Diesse dopo la fine della Prima Repubblica, passando attraverso tutte le mutazioni del partito ex comunista fino all’attuale, nuovo abito “democratico”.
Una casa in cui  Palena non s’è mai trovato perfettamente a suo agio, tanto da costituire una sorta di correntina interna assieme ad altri transfughi, come l’ex leghista Lazzaro. Soltanto di recente aveva avuto diversi screzi, più o meno pubblici, con alcuni esponenti del suo partito: l’ultimo in ordine di tempo, quello con la collega di Giunta Mirella Cristiano, assessore al lavoro a cui Palena aveva “dirottato” un disoccupato. Ma prima ancora c’era stato un brutto incidente diplomatico proprio sul più bello, quando Palena cioé s’aspettava l’orgasmo politico di un assessore che s’è occupato per cinque anni di sanità. Occasione l’inaugurazione del presidio ospedaliero di area Bordina...
C’erano i pezzi grossi della politica piemontese, Bresso inclusa, e le parole dei veterani cittadini, a partire da quel democristiano di Silverio Benedetto da tutti proclamato il “padre putativo” dell’Hopital. Tutto bene fino al taglio del nastro, quando i “nostri”, Corgiat, Benedetto e compagnia cantando, han pensato bene di tagliarlo senza accorgersi dell’assenza di Palena, attardatosi in una delle stanze della struttura a fare da Cicerone, non s’è mai saputo a chi. Il putiferio. Non l’avessero mai fatto. Chi ha assistito ai litigi racconta una serie interminabile di “bip” al posto di altrettante parole consigliabili soltanto ad un pubblico adulto... D’accordo, in fondo, Palena c’ha rimesso appena tre centimetri quadrati di visibilità mediatica, per qualcuno non sono nulla, per lui probabilmente sì, visto che sui giornali, in quattro anni, c’è finito praticamente sempre e solo per beccarsi l’etichetta di “Paperon de Paperoni”, sempre primo, fra tutti i politici, nella lista dei redditi.
E covando questi rancori, rimuginando sul “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto”, evidentemente sentendosi in credito, Palena ha deciso. Secondo i maligni e in questi casi, come si sa, abbondano, la goccia che ha fatto traboccare il vaso riguarda le trattative per la prossima tornata elettorale e gli accordi sfumati: per farla breve, Palena avrebbe voluto la presidenza della società che gestisce il presidio, Corgiat gliel’avrebbe negata.
La cena di ieri sera, il cui esito non è noto, sarebbe servita proprio a Corgiat e Pace, per cercare di convincere l’assessore a tornare sui suoi passi, con un’ultima offerta “che non si può rifiutare”. Troppo tardi probabilmente, visto che, fiutato lo scontento, quelli del centro destra si sarebbero già fatti avanti. Chi sostiene attraverso Enzo Rignanese, chi è certo che il reclutatore ufficiale sia Antonio Silvestri, chi ancora parla di una duplice regìa. Chiunque sia stato il tramite, tuttavia, è sicuro che Palena ha già preso accordi con Caterina Ferrero e Piero Gambarino, le due massime autorità di Forza Italia in Provincia di Torino. Il suo nome, del resto, metterebbe tutti d’accordo o quasi. Ricapitolando: Silvestri cercava un medico moderato, possibilmente che potesse sottrarre consensi al centro sinistra, Rignanese pretende che il candidato “non sia calato dall’alto” ma espressione della città, a Corica (esponente di An) basta che non sia uno dei tanti generali senza truppe che “tutti insieme non fanno i suoi voti”. Un’identikit più preciso, insomma, non si poteva tracciare. Certo, avesse accettato Silverio Benedetto, a cui pure l’avevano proposto, sarebbe stato un “colpo di mercato” di caratura ancora maggiore. “Ma Palena a parametro zero, buttalo via!” devono aver pensato a Torino i vertici del Popolo delle Libertà, quando da Settimo hanno rappresentato loro la ghiotta occasione.
Così si chiude il totosindaco. Presto, salvo clamorose sorprese, Palena rassegnerà le dimissioni dalla Giunta. Conseguenza logica e forse liberatoria di un calvario politico decennale.
POLITICA
21 novembre 2008
"La sinistra? Ha troppi paletti"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 19 novembre 2008
Ossola: "In Provincia senza
di noi il Pd perderebbe”

Innanzitutto. Parliamo di Verni e Daniel. Con loro siete giunti alla resa dei conti?
Ancora?! Sono cose vecchie di due anni fa. Loro hanno fatto un’altra lista. Di liste ce ne saranno più di dieci, perché parlare proprio della loro? Quello che fanno gli altri partiti non mi interessa. Sono gli altri che si interessano sempre di quello che facciamo noi.
Caterina Ferrero dice che il Pdl non ha nessuna preclusione sul tuo nome come candidato Sindaco...
Siccome la mia scelta di campo è nel centro sinistra, questa rimarrà. Non voglio tornare a tutti i costi a fare il Sindaco. Non sono alla ricerca di un posto, ma di condizioni di governo, condivise da chi la pensa come me. E io sono di centro sinistra. Sono ben felice di apprezzamenti anche fuori da quest’area ma non cambia nulla.

continua >>
POLITICA
14 novembre 2008
"Siamo l'80 per cento di Ossola!"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 12 novembre 2008
I socialisti di Daniel si presentano
Altra resa dei conti con lo Sdi

SETTIMO - L’han chiamata associazione politico-culturale, che chiamarla già lista pareva sgarbato. I “socialisti per Settimo”, come annunciato da mesi sul nostro settimanale, sono pronti a scendere in campo al fianco del Sindaco Aldo Corgiat. Hanno un presidente che si chiama Nino Daniel, passato e probabilmente futuro assessore alla Viabilità e Trasporti, un direttivo e già una cinquantina di adesioni. Co-regista dell’operazione un certo Franco Verni, compagno di sventure di Daniel ai tempi in cui infuriava la diaspora socialista. Fu proprio Verni l’ultimo segretario dello Sdi ai tempi del commissariamento che portò la minoranza del partito (Ossola) a divenirne maggioranza. I due, falciati dalla commissione di garanzia per aver fatto propaganda ai socialisti “concorrenti” di Bobo Craxi, uscirono in punta di piedi. Promettendo, ovviamente, di ritornare.

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POLITICA
10 ottobre 2008
La trappola di Corgiat a Ossola
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 8 ottobre 2008
"O alleati ovunque o da nessuna parte"
Negli ambienti ossoliani e della sinistra, i più gentili parlano di “trappola” politica, gli altri utilizzano termini più propri alla cronaca giudiziaria...
Aldo Corgiat e il suo entourage stanno lavorando alacremente per evitare l’ennesima, clamorosa anomalia settimese. Cioé quella che vorrebbe il Partito Socialista alleato alla sinistra radicale (per l’occasione travestita da sinistra riformista) e contro il Partito Democratico. Un esperimento simile nel 2009 sarebbe anomalo anche in relazione alle elezioni provinciali, dov’è già delineata una coalizione, dal Pd fino alla Sinistra e probabilmente estesa fino all’Udc, pronta a sostenere il Saitta-bis.

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POLITICA
1 ottobre 2008
Il P. R. dei valori
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 1 ottobre 2008
SETTIMO - Se ci fossero ancora equivoci, ora sono completamente scomparsi. Ben ribadita su queste colonne la disponibilità a ricredersi, purtroppo i segnali di “smodata fedeltà” a Corgiat da parte del leader cittadino di Italia dei Valori sono sempre dello stesso segno. Questa volta Palumbo l’ha combinata grossa, annunciando un incontro aperto alla cittadinanza organizzato dal suo partito. Ospite d’onore? Aldo Corgiat. Del Pd. Ma non solo. Dai volantini diffusi dai dipietristi si apprende che “parteciperà Gianna Meiach”. Sempre del Pd, naturalmente. Manco l’ombra di un “big dei valori”, il minimo sindacale della visibilità che ogni partito dovrebbe perseguire per sé, anziché per un altro partito, pure se alleato.

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POLITICA
20 settembre 2008
"Non mi vergogno dei rapporti col Pd"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 10 settembre 2008
Il caso Palumbo, leader Idv vicino a Corgiat
SETTIMO - Questa settimana il neo costituito circolo dell’Italia dei Valori si è riunito per eleggere gli organismi direttivi e per un mini dibattito interno sulle prossime amministrative. La votazione è stata concorde: Monica Finotti tesoriere, Andrea Pica segretario e presidente Angelo Palumbo. Proprio quest’ultimo è stato autore di un intervento di chiarimento sul suo passato politico, trascorso sotto i simboli della Falce e Martello ai tempi del Pci, poi Pds, Ds e via discorrendo.

LEGGI il Pd commissaria l'Italia dei Valori


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POLITICA
10 settembre 2008
Ossola fa sul serio...
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 10 settembre 2008
E' deciso: sarà lo sfidante
di Corgiat alle comunali

SETTIMO - Alla riunione convocata per l’11 settembre dal Sindaco Aldo Corgiat con tutti i partiti di maggioranza Ossola non ci sarà. Parlerà, per conto suo e del Partito Socialista, il segretario Barone. La decisione è presa: i socialisti usciranno dalla maggioranza, intenzionati a candidare l’ex Sindaco contro il suo successore. E così la barzelletta di fantapolitica diventa realtà. Bocche rigorosamente cucite in casa socialista ma le indiscrezioni giungono copiose: mercoledì sera Ossola, Comoglio e Barone hanno incontrato il segretario provinciale, Monti, per comunicargli la loro decisione.

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10 luglio 2008
"Fatemi sapere entro il 12 luglio"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 9 luglio 2008
Elezioni: Corgiat dà l'ultimatum a Ossola
SETTIMO - “Io il 13 luglio vado in vacanza... Vorrei sapere entro il giorno prima cosa fate voi”. Chiaro, asciutto, senza fronzoli. Corgiat glielo avrebbe detto così ad Ossola ed ovvio che, in quella telefonata, non si parlasse di vacanze, bensì di elezioni.

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