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michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
20 giugno 2009
Tutta colpa del bassotto...
Da "La Voce del Canavese" del 15 giugno 2009
L'analisi del voto del 26% di Pastore
largamente sotto le aspettative...

BRANDIZZO - A leggere i dati, davvero sconvolgenti, usciti dalle urne delle comunali l’analisi è molto amara per l’ormai ex Sindaco Enrico Pastore. Colpa probabilmente di alcune scelte impopolari come quelle legate all’applicazione della Tariffa dei rifiuti al posto della tassa. Oppure della prima e più importante promessa elettorale disattesa durante il mandato: porre un freno alla cementificazione rimproverata a Buscaglia durante il quinquennio precedente.
C’è poi anche il dato politico: sottolineare così tanto la matrice ulivista della compagine è stata una scelta coraggiosa e probabilmente azzeccata nel 2004, quando Prodi aveva il vento in poppa. Adesso invece la “civicità” buscagliana, contrapposta alla rappresentanza partitica da cui i cittadini non si sentono sufficientemente garantiti, sembra un concetto irrinunciabile, specie nei paesi piccoli, per chi voglia appiccicarsi addosso l’etichetta del “buon governo”.
E la sconfitta così pesante non è stata colpa di Picuccio, antogonista di centro sinistra, e nemmeno tanto merito del vento che cambia. Ché quel 65 per cento larghissimo racimolato da Buscaglia deve per forza aver sconfinato tra l’elettorato del centro sinistra. Semplici cittadini, tutti scontenti, un po’ per questo un po’ per quello. Ma soprattutto del loro Sindaco e del suo modo di interpretare il ruolo.
E così tra gli “analisti da bar”, che tuttavia nei paesi han quasi sempre ragione, s’è pure affacciata una teoria suggestiva ma per nulla stupida.
“Colpa del cane” ha sentenziato qualcuno.
Sì, di quel povero bassotto, Lampone, fedele amico dell’ex primo cittadino. Ma fedele a tal punto che il sindaco se lo portava proprio dappertutto. Una mascotte per il suo entourage, una presenza non proprio gradita per quanti, per loro motivi legittimi, non erano d’accordo a farsi ricevere dal sindaco in ufficio col cagnolino. Specie se poi, alla bestiola, il sindaco rifilava pure qualche carezza durante il colloquio.
E se è vero che la politica certe volte - come insegnano Veltroni e Berlusconi - è anche questione di look, di certo c’è che i calzoni alti e demodé di Buscaglia han fatto una figura migliore del “bassotto-style” scelto da Enrico Pastore, forse in modo non troppo consapevole. Buono certamente più per il tenente Colombo, con rispetto per il compianto Peter Falk, che tanto non doveva essere eletto da nessuna parte, anzi, al limite voleva innervosire gli assassini su cui investigava.

31 marzo 2009
Rubiola indagata per abuso d'ufficio
Da "La Voce del Canavese" del 30 marzo 2009
L'assessore del Pd nei guai
per una variante urbanistica

BRANDIZZO - La vicenda da cui tutto scaturisce è piuttosto datata, risale addirittura 2005. Dopodiché l’inchiesta aperta presso la Procura torinese, infine una delibera di Giunta, del 19 dicembre scorso (come dire sotto l’albero, quando i cittadini sono distratti a spendersi la tredicesima), da cui si intravedono i contorni della vicenda. L’archietto Patrizia Rubiola, assessore brandizzese all’urbanistica, nonché consigliere provinciale del Partito Democratico, ricandidata alla stessa carica è indagata per abuso d’ufficio. Per questo l’Esecutivo brandizzese alla fine dello scorso anno ha deliberato di affidare l’incarico dell’assistenza legale (ed eventualmente della difesa, qualosa scaturisca un procedimento penale) all’avvocato torinese Giuseppe della Rossa, demandando agli uffici comunali di liquidare la somma di oltre 2mila e 600 euro “per anticipo spese”. E fin qui, cioé sulla spesa pubblica per difendere l’assessore indagato, in realtà non è che si possa polemizzare più di tanto. Del resto lo prevede il testo unico degli enti locali, per tutti quei reati connessi all’esercizio delle proprie funzioni nelle pubbliche amministrazioni. Qualcosina in più da dire, tuttavia, ci sarebbe sul silenzio della maggioranza. O meglio sulla “comunicazione” affidata ad un’anonima delibera affissa all’albo pretorio e difatti rimasta “infrattata” nei meandri delle scartoffie amministrative, indegne d’esser considerate e di balzare agli onori della cronaca. Ovvio sottolineare che, invece, simili onori sarebbero stati sacrosanti, a meno di non ritenere che i cittadini debbano essere informati sulle “campagne di sensibilizzazione per la manutenzione degli animali” anziché sulle indagini a carico degli amministratori che hanno eletto. E, peraltro, Patrizia Rubiola, assessore esterno nominato dal Sindaco, non l’ha eletta nessuno, non essendosi nemmeno candidata nel 2004.
 “Mi sembrava irrilevante - afferma il Primo cittadino Enrico Pastore, principale artefice dell’omissione politica - Aspettavamo, e per la verità aspettiamo ancora, che la vicenda si conluda con un’archiviazione”.
Quanto al merito della vicenda giudiziaria, Pastore è sintetico ma si dice tranquillo. “Nasce tutto - racconta il Sindaco - da un esposto del gruppo di minoranza Decimum in merito ad una variante urbanistica relativa all’ampliamento della ditta Martor, fabbrica di componentistica per auto situata in via Cena. Un ampliamento poi non realizzato. Una pratica gestita dagli uffici e la cui responsabilità è ricaduta sull’assessore competente.”
Politicamente, secondo Pastore, non c’è nessun problema. Tanto meno in questa fase (siamo ancora alle indagini). “Certo - conclude Pastore - che la riconfermerei in Giunta. Anzi, intendo farlo nel prossimo esecutivo, in caso io rivinca le elezioni”.
Serena anche Patrizia Rubiola: “L’avvocato mi ha spiegato che l’abuso d’ufficio si addebita quando non è chiaro il reato da perseguire. Non credo di aver fatto nulla di sbagliato, quindi sono tranquilla. Sul piano regolatore c’erano differenze tra la normativa scritta e quella cartografica. Abbiamo adeguato una cosa all’altra, secondo la Procura a vantaggio del privato. La richiesta dell’azienda ci era sembrata ragionevole. Così gli uffici hanno deciso di fare una variante non variante. La Procura ipotizza che sarebbe stato necessario un procedimento amministrativo diverso, ossia una variante strutturale. Peraltro il permesso alla ditta non è mai stato rilasciato. Son persone che nemmeno conosco, quelle della Martort. Difficile sostenere la mia intenzionalità, ammesso che di errore si sia trattato.”
POLITICA
3 febbraio 2009
Deluca story
Da "La Voce del Canavese" del 2 febbraio 2009
I Moderati stanno con Pastore
BRANDIZZO - Giuseppe Deluca appoggerà il Sindaco Pastore. Più che una notizia, una conferma ma il consigliere comunale dei Moderati ha voluto convocare una conferenza stampa per annunciarlo...
I manifesti elettorali son già pronti e fanno seguito agli altri, già affissi nei mesi scorsi, in cui campeggiava il faccione rassicurante del consigliere. Anche questi, come gli ultimi, non hanno il simbolo dei “Moderati”, il partito a cui ha aderito nel 2007 ma che, a quanto pare, Deluca non intende pubblicizzare.
Il tutto a corollario di un percorso politico che non s’è mai capito fino in fondo e che Deluca ha sempre spiegato a malapena con quegli aggettivi del politichese spicciolo, che finiscono tutti i “ivo”: “collaborativo”, “propositivo”, “fattivo”. E che i suoi detrattori riassumerebbero con “lascivo”, giusto per restare alle parentele linguistiche...
Fatto sta ed è che Beppe Deluca, ex vivaista e oggi delegato alla cura dei giardinetti, nel parlamentino brandizzese siede già da un decennio, malgrado sulle spalle abbia appena 32 primavere. Sempre candidato sindaco, sempre spedito in minoranza dagli elettori. Il “capolavoro” dell’inciucio lo iniziò già nel 2004 quando, con qualche capello in più di oggi (il che lo accomuna decisamente a Berlusconi), decise di sfidare Pastore a capo della lista “Insieme per Brandizzo”. Prese giusto il quorum per fare un consigliere, cioé se stesso. Al primo consiglio comunale s’accomodò tra i consiglieri di maggioranza. E del resto, come scrive Deluca sul comunicato stampa, “fin dall’insiediamento di questa amministrazione vi è stata condivisione delle linee programmatiche ed amministrative”... Che sarebbe una proposizione normalissima, detta da uno che il giorno prima non si era presentato ai cittadini con un programma “diverso”. Ché se i suoi elettori avessero voluto votare il programma di Pastore (da subito “condiviso” da Deluca) non avrebbero votato Deluca e lui non sarebbe nemmeno in Consiglio. Ma vuoi mettere l’ebbrezza di votare un ovetto kinder, il sapore della sorpresa, l’eccitante trepidazione di sapere solo all’ultimo dove andrà a sedersi?
E per quanto bizzarro, il percorso di avvicinamento politico tra Deluca e Pastore ha soddisfatto entrambi ed ora, essendosi trovati conviventi per caso, si accingono a pronunciare il fatidico “sì” per la prossima tornata elettorale. I Moderati sosterranno il Sindaco uscente. E per intanto Deluca sarà in lista, benché a dirlo finora sia stato lui medesimo. Ma le trattative in corso aprono anche l’ipotesi di inserire qualche altro Moderato nella rosa che si presenterà agli elettori sostenendo Pastore. Certo, molto dipenderà dai confini della coalizione: più partiti aderiranno e meno spazi ci saranno. Allo stato Pastore in mano ha appena un tris: Pd, Rifondazione e Moderati, per l’appunto. Visto che la “carta” Italia dei Valori recentemente s’è cambiata da sola, uscendo dalla maggioranza. E visto che Pastore, dei Comunisti Italiani, leggasi Maugeri, proprio non vuol saperne.
In realtà uno sviluppo sostanziale c’è: per la prima volta Giuseppe Deluca si confronterà con le preferenze, senza nessuno che le raccatti per conto suo.
POLITICA
16 gennaio 2009
Picuccio scarica Pastore
Da "La Voce del Canavese" del 12 gennaio 2009
Idv fuori dalla maggioranza
BRANDIZZO - Via dalla maggioranza! Più veloce della luce, ché il tempo stringe, specie se per “tempo” si intende quello che separa i brandizzesi dalla elezioni comunali... E così, l’epilogo tra Rocco Picuccio e l’Amministrazione guidata da Enrico Pastore è stato quello di tutti i pronostici da quando le prime scintille hanno cominciato a fuoriuscire dal Palazzo. Colpa di un assessorato negato, da Pastore a Picuccio, s’intende. Col secondo che s’appellava ai consensi ricevuti da sé medesimo e col Sindaco che, balbettando intorno a equilibri di coalizione improbabili, cercava di nascondere l’unica, vera, verità: ossia che il povero Picuccio da molti era considerato “impresentabile”, almeno per un incarico nell’esecutivo. Nel mezzo una serie di cambi di casacca del consigliere dissidente: dai Ds alla Margherita e infine nell’Italia dei Valori, “affiliato” - si dice - al deputato chivassesse Renato Cambursano, al secolo “naso doppio”, anch’egli ex petalo deluso dal Partito Democratico e folgorato da un nuovo amore politico per Di Pietro... E anch’egli per le stesse ragioni: non aver ottenuto gli incarichi che riteneva gli spettassero. Ma se il passato è passato, il presente è che l’Italia dei Valori, il cui gruppo - giura Picuccio con i suoi militanti al seguito - sta crescendo a dismisura, ora è fuori dalla maggioranza Pastore. “Troppe scelte non ci hanno trovato concordi - hanno spiegato in una conferenza stampa nel tepore del bar della stazione - e infatti abbiamo votato contro. Ci sembrava più coerente uscire dalla maggioranza.”. E alle prossime amministrative? “Siamo pronti a candidare Picuccio” risponde, unanime, la ristretta cerchia dirigente del “circolo dei valori” brandizzese. Ben premessa la volontà di aprire un dialogo con la maggioranza, per concordare alleanze e regole “democratiche” per la futura (ed eventuale) amministrazione. Che tradotto, significa un ampio ragionamento su posti in lista e futuri assessorati, in caso di vittoria. Che l’Italia dei Valori sia uscita per alzare il prezzo in occasione della chiamata alle urne è un fatto abbastanza cristallino. Se non altro date le tempistiche. Giusto per la cronaca, il casus belli, o meglio, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, una delibera a cui Picuccio ha votato contro nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Si trattava del rinnovo della convenzione tra il Comune e la Unicalcestruzzi: la società versava al Comune dei soldi, per l’affitto del terreno, e una provvigione “un tot al chilo” per l’attività di estrazione di ghiaia e materiali edili effettuata sul terreno. Secondo Picuccio, i parametri economici, cioé il “tot al chilo per la ghiaia”, andavano aggiornati per via del caro-vita. Secondo l’Amministrazione invece no, specie considerando che la convenzione, risalente addirittura all’ultima giunta Buscaglia, non era mai entrata in vigore per via di intoppi burocratici a causa di difficoltà ad ottenere le necessarie autorizzazioni dagli enti sovraccomunali.
“Al Sindaco - annunciano gli esponenti di Idv (Ettore e Gabriele Ciervo, Giorgio Giorcelli e Simone Possamai - in un’ottica dell’eventuale alleanza, chiederemo una gestione più democratica della cosa pubblica, l’attivazione di organi di consultazione della popolazione per favorirne la partecipazione.”
POLITICA
13 novembre 2008
Solo 2 del Pdl in lista
Da "La Voce del Canavese" del 10 novembre 2008
Sarebbero queste le condizioni
di Buscaglia per le amministrative

BRANDIZZO - “Smentisco ufficialmente. Sono io, per quel che riguarda An, ad occuparmi delle trattative delle elezioni a Brandizzo. Con Buscaglia non abbiamo ancora mai parlato. E’ ovvio che noi cerchiamo un accordo decoroso per tutti”. Chi parla è Flavio Nalesso, consigliere comunale a Volpiano e generale del fu partito di Fini. Il suo intervento fa riferimento all’ultima voce che in paese circola da almeno una settimana. Buscaglia, futuro candidato Sindaco e anti-Pastore per eccellenza, avrebbe già dettato le condizioni per un’eventuale alleanza con il Pdl: soltanto due candidati in lista. E per di più ci sarebbe anche qualche veto su alcuni attuali dirigenti azzurri.

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