.
Annunci online

michelevalentino
Blog di un giornalista di provincia
POLITICA
29 giugno 2009
Zigiotto, ricorso contro Balbo
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 24 giugno 2009
Al seggio 21 sarebbero sparite dieci
preferenze. Ora si riaprono le schede

SETTIMO - Giorgio Zigiotto ricorre al Tar contro Salvatore Balbo. Succede tutto in casa socialista e l’episodio rischia di riportare il partito di Ossola indietro di qualche anno, ai tempi della sezione divisa, delle fazioni, degli “amici di Nicolosi”, delle commissioni di garanzia e delle epurazioni...
Colpa di un fotofinish elettorale al cardiopalma. Sessantadue preferenze uno, sessantadue pure l’altro. Appaiati in cima alla lista di un partito che ha eletto un solo consigliere. Passa Balbo, per anzianità. Dura lex, sed lex. Storia finita? Tutti a casa ché tanto l’importante è partecipare? Manco per sogno. Anche perché quei conteggi delle preferenze fatti nelle “ore piccole” hanno destato più d’una perplessità, in più d’un consigliere e in diversi partiti. Per Giorgio Zigiotto, il seggio “nero” è stato il numero 21. Paradossalmente quello di casa sua, dove va a votare lui, la sua famiglia e tutti i suoi vicini di casa e amici. Ma non solo. Là, al 21, Zigiotto ha fatto pure il rappresentante di lista. E proprio in questa veste, di voti validi per sé medesimo ne aveva contati ben 18, vedendosene assegnare, con sommo sbigottimento, soltanto 8. Fin qui è tutto pacifico e avvalorato anche dalle testimonianze di altri rappresentanti di lista dello stesso seggio. Il giallo ulteriore - stando a indiscrezioni provenienti da ambienti socialisti - sarebbe andato in scena al seggio centrale, il numero uno, dove a rappresentare il Partito Socialista c’era Balbo. Proprio a lui, l’unico titolato a farlo, Zigiotto avrebbe chiesto di protestare con il magistrato “per l’errato conteggio delle preferenze al seggio 21”. Ebbene di questa circostanza nel verbale redatto dal Magistrato non c’è traccia. Come se Balbo non avesse fatto nulla. Scontato il retroscena, naturalmente. Cioé il conflitto d’interessi lampante per l’ex presidente del Consiglio comunale.
Così Zigiotto ci ha riflettuto, ha meditato e infine ha deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo regionale, che ha già notificato il ricorso a Balbo, al Sindaco e al Ministero dell’Interno. Ora verranno riaperte le schede e si procederà al riconteggio delle preferenze di Zigiotto e di Balbo, dal cui esito, a questo punto, dipende l’assegnazione dell’unico segno conquistato dal Partito Socialista.
A curare l’azione legale di Zigiotto è stato l’avvocato settantenne Alberto Bascone, una vecchia conoscenza anche di Mariano Nicolosi, amico e mentore di Zigiotto che, stando ai bene informati, lo avrebbe indirizzato presso lo studio legale.
In sezione nessuno ha voglia di commentare l’episodio. “I ricorsi riguardano i candidati singoli, il partito non c’entra” dicono. Eppure voci di tensioni sotto il garofano trapelano e c’è già chi è convinto che il “repulisti” iniziato con Daniel e Verni e continuato con Nicolosi avrebbe potuto essere ancora più incisivo ed estendersi ai personaggi collegati, a qualunque titolo, a tutti gli epurati. Che la stagione dei veleni socialisti non sia ancora finita?

I Commenti
Massimiliano Barone: “Non riguarda il partito”
“Intanto quella è una cosa che riguarda il candidato - puntualizza Il segretario del Partito Socialista Massimiliano Barone - non il partito. Fa bene a farlo se pensa di avere avuto dei torti. La sezione gli ha detto di andare avanti per la tua strada. Non abbiamo nessun potere e nessun diritto per impedirglielo. Pare che siano sparite delle preferenze e, se lui dice che è così, io gli credo. Sarebbe bello capire cos’è successo. Anche perché non è l’unico da dire che si è trovato con qualche voto di meno. Zigiotto è vicino a Nicolosi? Non metterei queste cose in relazione. Zigiotto è una persona molto affidabile, ha collaborato con noi in campagna elettorale. Comunque vada il ricorso non ci saranno ripercussioni sul partito”.

Salvatore Balbo: “Anche a me ne mancavano"
“Non ho un’opinione in merito - afferma Balbo, a questo punto consigliere sub iudice -. Zigiotto ha fatto un ricorso perché crede di essere stato danneggiato dalla conta delle preferenze. Anche io ho trovato qualche voto di meno in alcuni seggi, il 17, il 18, il 20 e il 21, però non ne faccio un dramma. Vedremo. Non so cosa nascerà da questa situazione. Forse se ne avesse parlato serenamente con me, saremmo addivenuti ad un’altra soluzione. Il mio scopo non è fare il consigliere comunale per quarant’anni...”

Mariano Nicolosi: “Viva Zigiotto”
Fra gli alleati dichiarati di Zigiotto, in questa vicenda, c’è il vecchio amico Mariano Nicolosi che con Zigiotto, oltre all’avventura da poco interrottasi nel Partito Socialista, ha condiviso anche la militanza in Forza Italia, di cui Zigiotto fu segretario cittadino. All’ultima tornata, com’è noto, Nicolosi ha gareggiato su un fronte avversario, come candidato sindaco dei “Pensionati”, senza riuscire ad ottenere il quorum per entrare in Consiglio comunale. “Capisco la sua amarezza - commenta Nicolosi -. Successe anche a me. Mi ricordo ancora di tal Peppino Liace, gli aggiunsero dieci voti di fantasia. Anche io mi rivolsi all’avvocato Bascone, feci ricorso e a Liace tolsero i voti, poi passò lui comunque per anzianità. Basta la distrazione di un presidente di seggio e la volontà popolare va a farsi benedire. Poi al seggio 21 c’è la fantasia al potere. Ricordo che cinque anni fa sempre a Zigiotto successe la stessa cosa. Prese 17 voti e gliene assegnarono solo 7. Non fece ricorso perché quei voti erano ininfluenti per l’elezione in consiglio. Io tifo per lui. Viva Zigiotto. Se spende quattro o cinquemila euro per il ricorso, solo fa solo per passione politica, la stessa che gli ho sempre trasmesso io, non per interessi. Se ho qualche ripensamento sul Partito Socialista? Che io sono socialista lo sanno tutti. E’ un dato di fatto. Se nel partito di Settimo ci fosse qualche pensionamento, magari Ossola e Balbo, potrei anche ritornarci...”
POLITICA
11 marzo 2009
Lape: "Quando arrivano i soldi?"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 11 marzo 2009
Il Consigliere-poliziotto chiede a Balbo
i contributi per la campagna elettorale

Le valutazioni profonde toccheranno a storici e posteri. Per intanto ci soccorrono solo le cronache, per certi versi sconvolgenti, di quanto accaduto all’ultima conferenza dei capigruppo, di questo lunedì. Protagonista recidivo Pietro Lapertosa, poliziotto e abile cacciatore di consensi, eletto nella civica “Insieme per Settimo”. All’ordine del giorno il capitolo “varie”, chiosa tradizionale dell’assemblea ristretta. Il capogruppo della civica chiede la parola, la ottiene e si lancia in una sollecitazione alla presidenza del Consiglio. “Insomma - fa il poliziotto-politico -, quando arrivano i soldi per i partiti? Siamo in ritardo e la campagna elettorale è alle porte. Io ho già cominciato a spendere di mio, il denaro deve rientrare!”... E sul secondo punto, cioé che Lapertosa abbia “cominciato e speso”, non ci piove. Almeno se storia e memoria non ingannano, visto che soltanto a Natale Lape ha consegnato agli annali della politica folkloristica (per usare un aggettivo assai mite) la trovata del “gratta e vinci” da un euro inviato a 600 famiglie di suoi  (presunti)?elettori. Invece sul secondo punto, cioé sui “soldi” che a detta di Lapertosa il Comune dovrebbe dare ai partiti, s’è aperto un giallo non di poco conto: vorrete mica che quei gratta e vinci agli elettori di Lapertosa li paghino i contribuenti settimesi?
Certamente no. Non lo vorrebbe nessuno. Ed è per questo che la sala della conferenza dei capigruppo, dopo l’intervento del consigliere, s’è riempita di silenzi imbarazzati, volti arrossiti e occhi sbarrati. Almeno finché il Presidente dell’assemblea, il socialista Salvatore Balbo, fors’anche un po’ affetto dalla sindrome del maestro elementare, non ha messo i puntini sulle “i” e spiegato a Lapertosa - ma del resto il consigliere siede nel parlamentino da appena quattro anni e mezzo - ciò che evidentemente non sapeva. Il Comune non dà “soldi ai partiti” bensì “contributi ai gruppi consiliari”. E soprattutto - e “soprattutto” va sottolineato tre volte - non li dà per pagare la campagna elettorale, ma per meglio espletare il loro mandato di consiglieri, per l’attività istituzionale. Perché il consigliere comunale è al servizio della città e non il contrario. Perché il contribuente può accettare di pagare perché il consigliere “faccia meglio il suo lavoro” non perché il consigliere “si faccia propaganda per essere rieletto”.
Probabilmente una gaffe, forse una fraintendimento durato la bellezza di un intero mandato, certamente un equivoco su cui è bene non cali il silenzio. Del resto due sono le ipotesi e tertium non datur (non esiste una terza possibilità): o Lapertosa non ha capito che cosa ci sta a fare in quel Palazzo Comunale e bisogna mandarlo a casa di corsa, oppure, almeno stavolta, ha chiamato le cose col loro nome ed è giusto che ora tutta la classe politica ne risponda. Allora: a cosa servono i “soldi” che il Comune assegna ai gruppi?
POLITICA
7 dicembre 2008
L'inciucio salva Balbo
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 3 dicembre 2008
Meiach: "Ritirate la mozione!"
E il centro destra obbedisce

SETTIMO - Nessun “pidocchio”, nessuna sfiducia, nessun richiamo... Il destino politico di Salvatore Balbo, presidente del Consiglio comunale, sembrava segnato dalla mozione presentata dai consiglieri del centro destra. Il Partito Democratico, del resto, aveva ricevuto ordini di scuderia per l’astensione dal voto, che avrebbe significato “regalare” la maggioranza relativa ai firmatari della mozione. Poi Balbo avrebbe dovuto trarne le conseguenze, pensare alle dimissioni e cedere la presidenza dell’assemblea ad altri. Il Pd inizialmente non sembrava aspettare altro, visto anche che alla vigilia della campagna elettorale tutte le cariche con un’indennità è meglio tenerle per se invece che lasciarle agli avversari. Per questo la mozione, secondo i più, aveva tutto l’aspetto di un “inciucio”, fra i più classici per giunta. Il paradosso è che a salvare Balbo è stato un altro “inciucio”, di segno inverso. E’ stato il Partito Democratico, attraverso il suo capogruppo Gianna Meiach, a “dare la linea” poi seguita del centro destra. “Ritirare la mozione” e arrivare a più miti consigli. Nel mezzo una discussione al vetriolo in cui i presentatori della mozione hanno parlato di scorrettezze, ingerenze e perfino dello stipendio del presidente e del suo assenteismo alla festa del cavolo. Insomma la forca s’è fermata al piano dialettico, con Balbo immobile ad incassare i colpi, vecchio pugile socialista ormai sul viale del tramonto. Poi il Consiglio è stato interrotto per improvvisare una conferenza dei capigruppo. Lì è passata la “linea Corgiat” del ritiro della mozione, comunicata in consiglio senza imbarazzo alcuno dai firmatari del documento che solo qualche attimo prima avevano usato il bazooka contro Balbo. Alla fine ha prevalso il galateo istituzionale. O forse le banali logiche di opportunità politica secondo cui “fare un martire poco prima delle elezioni, sarebbe un autogol”.
L’unica altra nota politica della discussione, inciucio a parte, è stata rappresentata dall’assenza ingiustificata del Partito Socialista. A vedere l’esecuzione annunciata e poi sfumata di Balbo non c’era Giovanni Ossola, non c’era Claudio Comoglio e nemmeno Massimiliano Barone. Non c’era manco l’ultimo dei militanti socialisti a guardare negli occhi, per dirla alla Balbo, “i pidocchi”, cioé i franchi tirarori che avrebbero dovuto farlo cadere nella votazione segreta. Tutti nascosti, sia i presunti pidocchi di maggioranza che i socialisti assenti, in qualche “criniera di purosangue”. Ammesso che qualche purosangue ci sia ancora...

POLITICA
27 novembre 2008
"Ora voglio guardarli in faccia, i pidocchi"
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 26 novembre 2008
Il socialista Balbo vende cara la pelle:
vuole il voto palese per la sua sfiducia

SETTIMO - La mozione formalmente è “di richiamo”, ma nella sostanza è “di sfiducia”. Il gruppo di Forza Italia, tuttavia, non poteva chiamarla col suo nome perché una mozione di sfiducia richiede le firme di almeno dieci consiglieri. E gli azzurri non le avrebbero mai ottenute. Comunque lo si chiami, l’atto politico del centro destra nel prossimo consiglio metterà la testa del presidente del Consiglio Balbo, socialista sin dalla culla, in una ghigliottina.
Era già successo in passato, quando i socialisti stavano ancora in maggioranza. Ora le compagini politiche sono cambiate e Balbo è un intruso sgradito alla stessa maggioranza che lo salvò l’ultima volta. Il Partito Democratico glielo ha fatto capire già nel consiglio scorso, richiamandolo per aver messo in discussione un’interrogazione di Rabacchi. Che la mozione di Forza Italia sia un favore a Corgiat e al Pd è un fatto lampante.
A dire il vero, nella riunione preparatoria al consiglio di mercoledì, gli uomini di Corgiat hanno parlato della questione. Secondo voci vicine al Palazzo avrebbero concordato di astenersi tutti dalla votazione. Che equivale a regalare al Pdl la maggioranza dei voti. Anche se l’opposizione di sinistra, peralto in odore di alleanza elettorale con i socialisti, dovesse votare contro la mozione e lanciare così una scialuppa al presidente del Consiglio, Rignanese e Scavone (principali ideatori della mozione) potrebbero contare sui alcuni franchi tiratori. Lo hanno già dimostrato l’altra volta: furono in tre ad impallinare Balbo nel segreto dell’urna.
Il commento del socialista, all’esito della votazione, fu una sentenza inequivocabile contro i “traditori”. “Anche nella criniera di un purosangue - disse il presidente -possono nascondersi dei pidocchi!”. Per questa ragione e ricordando quelle parole, ora Balbo di una cosa è certo: farà di tutto per impedire la votazione segreta e imporre invece che le mani dei consiglieri si alzino in modo palese.
“Stavolta - ha commentato, imboccata la via del patibolo politico, dopo la conferenza dei capigruppo di lunedì - voglio vederli in faccia, uno ad uno.”. Sottinteso, “i pidocchi”.
POLITICA
5 ottobre 2008
Cartellino giallo a Balbo
Da "La Nuova Voce" di mercoledì 1 ottobre 2008
La Meiach (Pd) lo richiama al regolamento
SETTIMO - Cartellino giallo per il Presidente del Consiglio comunale, Salvatore Balbo, unico esponente socialista dell’assise circondato da ex colleghi di maggioranza. Almeno da quando il suo partito è uscito dalla coalizione annunciando la candidatura anti-Corgiat di Giovanni Ossola, ex Primo cittadino. A mostrare il giallo al presidente, è stata Gianna Meiach, capogruppo del Pd e responsabile del comitato per la ricandidatura di Corgiat. Il banale pretesto è stata una deroga al regolamento concessa da Balbo.

continua >>
sfoglia
maggio        luglio

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Nome: Michele
Cognome: Valentino

Età: 26

Professione: Giornalista

Giornalista preferito:
Marco Travaglio

Giornale preferito:
Non l'hanno ancora inventato

Citazione preferita:
"A noi, le notizie, più che darle in anteprima, piace commentarle!"
del mio direttore Liborio La Mattina

email:
michele.valentino@email.it

Scrivimi
Skype me


voglio scendere

passaparola
Basta! Parlamento pulito